1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

Comunione

 

L’“avventura” della carità

La carità è un’avventura e l’avventura ci porta sem­pre più avanti, verso realtà imperscrutabili, difficilmente concepibili da un’anima superficiale. Perché? Perché la carità è l’essenza della vita cristiana. Cristo venendo a portarci la verità, ci ha portato la prima verità: la cari­tà, l’unione, l’amore reciproco della ss. Trinità: il Padre genera il Figlio e dal Padre e dal Figlio procede lo Spirito Santo; e pur essendo Tre Persone sono un uni­co Dio. Grande mistero, che noi non riusciamo a comprendere appieno, ma che ci fa intravedere l’avventu­ra della carità. Dobbiamo amare la carità, vivere la ca­rità, concretizzare la carità, procedere nella carità.
Noi restringiamo troppo la carità, e allora non è più quella virtù immensa che ci porta all’avventura di una scoperta dietro l’altra, cioè la scoperta di Dio in tutta la sua essenza e profondità.
La carità non è un consiglio, è un comando. «Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi». Quando arriveremo ad amarci vicendevolmente come Gesù ci ha amato, donandoci tutta la sua vita, venendo a rivestirsi della nostra carne, af­frontando le umiliazioni e abiezioni della vita umana, fino alla morte e alla morte di croce? Non arriveremo mai a questa perfezione, ma non dobbiamo mai stan­carci. Ci ha dato questa misura per dirci: «Non ferma­tevi mai, non limitatevi mai, il vostro amore sia sempre più profondo, sempre più avanti, di scoperta in scoper­ta, come un’avventura che non termina se non con l’ul­timo respiro».
Verrà il momento in cui non avremo più bisogno del­la fede perché vedremo faccia a faccia; non avremo più bisogno della speranza perché avremo ottenuto ciò che speravamo; ma verrà quel giorno in cui la carità conti­nuerà e continuerà nella realtà dell’Amore, della Cari­tà per eccellenza. Cosa faremo in paradiso? La carità ha proiezioni di tali infinità che non ci stancheremo mai, per tutta l’eternità. In questa eternità l’Amore illumi­nerà aspetti sempre nuovi, per cui non ci stancheremo mai di questa visione beatifica che proietta il suo amo­re; un amore che, umanamente parlando, non riuscirem­mo a immaginare.
L’amore non consiste in aspetti esterni, se non ven­gono da una proiezione interna. Se no, è falsità, menzogna, quel sorriso, quella parolina dolce, quel gesto ap­parente di carità che fai per attirare una parola di lode, l’attenzione degli altri.
Come si arriva a certi atteggiamenti? Viene meno la carità. Venendo meno l’amore verso Dio viene meno l’a­more verso il prossimo, o viceversa. Se incomincio ad amare il prossimo e lo amo per quello che è: figlio di Dio, mio fratello, cominciando ad amare il fratello amo Dio. E più amo il fratello, più amo Dio. Oppure posso partire da Dio, dall’amore di Dio e lo porto nelle pro­fondità delle mie viscere spirituali per arrivare a donare l’amore ai miei fratelli, tendendo loro sempre la mano, come diceva il Padre Kolbe, e sempre pronto a perdo­nare come il Signore ci ha insegnato.
* * *
Giovanni aveva imparato l’amore da Cristo, era l’a­postolo prediletto. Gesù non ha simpatie, ma là dove trova un’anima che lo ama più di un’altra, Lui entra ed entra in pienezza.
Il fratello è la presenza stessa di Dio: «Riterrò fatto a me quello che avrete fatto al più piccolo di questi miei fratelli». La misura dell’amore di Dio è la misura del­l’amore verso il prossimo. Se sto dinanzi a Dio, ripeto tutte le preghiere, esprimo tutti i sentimenti, ma poi non ho un amore reale, limpido, genuino verso i fratelli, le sorelle, non ho la prontezza di dar loro il mio cuore e con il cuore le opere, non ha senso la mia preghiera. Il Signore vuole che lo amiamo Lui  e che amiamo i fratelli. Uno può anche dire di aver visto Gesù, ma se fuori c’è un fratello che ha bisogno di aiuto, che soffre e questi se ne va diritto per la sua strada, non può dire di aver visto Gesù, e se l’ha visto lo ha rinnegato, perché ha rinnegato il proprio fratello, il prossimo.
La carità è il distintivo dei cristiani.  
Se uno ha la carità, anche la comunione è efficace, è comunione d’amore.
Se uno ha la carità verso il prossimo,  tutto ciò che compie è fecondo di bene  per la Chiesa e il mondo  inte­ro.   Ma se non c’è la carità tutte le cose che si realizzano non sono opera di Dio.

 
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione