1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

Comunione

 

Ama per sempre

Fermiamo la nostra attenzione, ora, sul tema della carità e sulle mancanze contro l’amore reciproco. Gesù ci comanda di amare perché Lui ci ha amato da sempre, perché ci ha amati per primo. Lui ama tutti e ama ciascuno. Ama per sempre. Ama chi è buono, ama chi è cattivo. Ama chi lo ama e ama chi non lo ama. Ama ostinatamente, disinteressatamente, infinitamente.
Egli ci ha amati fino a darci sua Madre e fino a dare la sua vita per noi.
Padre Kolbe ha frequentato la scuola di Gesù, imparando da Lui e dalla Madre sua il vero amore verso tutti.
«Tutto nasce dall’amore», affermava Padre Kolbe. L’amore è stato il movente di ogni sua iniziativa, tanto che egli identificava la sua missione con la missione dell’amore al prossimo; e lo ripeteva proprio nel momento in cui era vittima di odio e di violenza. Scrivendo ai Fratelli residenti fuori Niepokalanów affermava: «Ed ora noi continuiamo e continueremo a compiere la missione dell’amore verso il prossimo, chiunque egli sia, per addolcire ai sofferenti la loro sorte e per accendere, mediante ciò, i loro cuori di un amore riconoscente verso l’Immacolata, Madre che ama tutte le anime sull’intero globo terrestre» (SK 914).
Egli affermava sostanzialmente la stessa cosa quando presentava l’amore al prossimo come una delle armi o uno dei mezzi di cui si serviva per realizzare i suoi scopi; dopo aver elencato gli altri mezzi, egli così proseguiva: «Infine, l’amore verso il prossimo. Amare il prossimo, ma non per il fatto che esso è “simpatico”, utile, ricco, influente o solo perché è riconoscente. Sono motivi troppo meschini (…). L’amore autentico si eleva al di sopra della creatura e si immerge in Dio: in Lui, per Lui e per mezzo di Lui ama tutti, buoni e cattivi, amici e nemici.
A tutti tende una mano piena d’amore, per tutti prega, per tutti soffre, a tutti augura il bene, per tutti desidera la felicità, poiché è Dio che lo vuole!…» (SK 1075).
Sono proprio questi i tuoi sentimenti verso il prossimo?
Dell’amore e della carità se ne è parlato e se ne parla frequentemente, eppure questo messaggio di Cristo stenta ad essere veramente compreso, accolto nella sua essenzialità e, soprattutto, incarnato nella vita quotidiana.
Per questo, ora, ti presento alcune linee che ritengo fondamentali per aiutarti nel cammino di una carità concreta.
Non siamo puri spiriti. Comunichiamo attraverso parole e gesti. Le virtù, ed in particolare la carità, devono essere evidenziate, manifestate, esternate.
Come può l’altro capire che in te c’è rispetto, sincerità, confidenza, fiducia, amore, comprensione, se nelle manifestazioni esteriori sei dura, aspra, acida?
Noi abbiamo la tendenza ad aspettare che gli altri ci vengano incontro. È un atteggiamento sbagliato. Chi ha veramente capito l’importanza della carità deve cominciare per primo.
Ma non basta incominciare. C’è chi comincia e poi si perde di coraggio. C’è chi comincia, ma si attende una risposta. Occorre invece dire: «Comincio io; continuo io; continuo io, anche se tu non mi rispondi con una risposta d’amore; continuo io, anche se dovessi morire, come il seme sottoterra».

 
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione