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I 100 anni della M.I.

La lettera del Ministro Generale OFMConv. fra Marco Tasca 

"Ritengo importante cogliere tale opportunità per riflettere sull’esempio del martire della carità di Auschwitz al fine di trovare spunti e motivazioni volti ad arricchire il vissuto del nostro Ordine. La sua parola e il suo esempio vanno valorizzati ed attualizzati perché ancora oggi possono offrire ai Frati Minori Conventuali nuovi spunti di crescita interiore ed apostolica". 
Alcuni stralci della lettera di fra Marco Tasca rivolta ai frati dell'Ordine. 
 


Martirio della carità vissuta nel quotidiano – santità di vita e missione
Il santo ci fa comprendere che è possibile giungere ad un alto grado della carità se nel quotidiano percorso spirituale si compiono continui e fattivi gesti d’amore, magari poco visibili ai più, ma certamente efficaci. Kolbe, in tutta la sua esistenza, sperimenta in vari modi la dimensione del dono di sé. Prima della morte in Auschwitz vive un cammino segnato da una notevole ed evidente chiamata all’offerta della propria vita, offerta che si manifesta nell’accoglienza di dolorosi episodi, forieri di una carità sempre più grande, esemplare e resistente ad avversità e persecuzioni. Egli è noto particolarmente per il martirio vissuto nel campo di sterminio di Auschwitz, ma questo evento rappresenta solo il vertice di un percorso di amore e di dolore che offre per Cristo, per la Chiesa, per i fratelli e per il Regno. 
Significative sono queste sue espressioni: «Ricordiamoci che l’amore vive, si nutre di sacrifici. Ringraziamo l’Immacolata per la pace interiore, per le estasi d’amore, tuttavia non dimentichiamo che tutto questo, benché bello e buono, non è affatto l’essenza dell’amore e l’amore, anzi l’amore perfetto, può esistere anche senza tutto questo. Il vertice dell’amore è lo stato in cui è venuto a trovarsi Gesù sulla croce quando disse: “Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato”. Senza sacrificio non c’è amore» (SK 503).
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Fondazione, natura e missione della M.I.
Proprio con il desiderio di amare secondo lo stile di Cristo e di sperimentare la ricchezza dell’affidamento a Maria, nel 1917 nasce la M.I. Il sorgere di questo movimento mariano rappresenta la risposta di Kolbe e dei suoi compagni alla delicata situazione sociale, politica, economica e religiosa del momento in cui vivono. L’associazione mariana di Kolbe e dei suoi sei compagni è la profezia che si pone come elemento risolutore e propulsore rispetto alla grande oscurità in cui vive l’umanità di quel periodo.
Massimiliano non ha paura della novità, infatti si “lancia” in nuove forme di apostolato, sostenuto e sospinto dalla forza che promana da Dio. Immagina la M.I. come una missione che raggiunga i cuori di tutti gli uomini, superando precedenti modelli di associazionismo. Egli desidera che la M.I. «sia piuttosto “transcendentalis” che “universalis”, cioè non si presenti come una organizzazione in più accanto alle numerose che già esistono, ma piuttosto penetri profondamente in tutte le organizzazioni» (SK 658). Secondo Kolbe, un movimento che nasce dall’ascolto della voce dello Spirito e vive dell’affidamento all’Immacolata non può porsi limiti ed è chiamato ad “inserirsi” in ogni fascia del tessuto ecclesiale e sociale. Infatti, «lo scopo della Milizia dell'Immacolata è di conquistare il mondo intero, tutti i cuori e ognuno singolarmente per la Regina non solo del cielo ma anche della terra; dare la felicità vera a quei poveri infelici che la cercano nei piaceri effimeri di questo mondo: ecco il nostro scopo» (SK 97). 
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Celebrazioni del centenario della fondazione M.I.
Il messaggio e la testimonianza di Kolbe sono ancora molto attuali e in questo “tempo favorevole” il nostro Ordine e la M.I. sono chiamati a scoprire l’attualità della sua profezia nella missione, non esente da persecuzioni nella sua testimonianza evangelica in contesti secolarizzati e ostili alla proposta cristiana e al suo itinerario apostolico. Con questo spirito, la M.I., alla presenza del Governo dell’Ordine, ha iniziato la preparazione al centenario della sua fondazione con un congresso mariologico, svoltosi a Fatima nei giorni 28-30 ottobre 2016, sul suggestivo e significativo tema: Con Maria dalla missione al martirio: il segreto di S. Massimiliano Kolbe. Dal 16 al 18 ottobre 2017 a Roma si celebrerà solennemente il centenario con opportuni tempi di preghiera, di condivisione e di festa. Il 2017 sarà l’anno kolbiano per tutto l’Ordine, che avrà modo di riflettere sull’eredità di Kolbe nella Chiesa, nell’Ordine e nell’ambito della nuova evangelizzazione, come suggerito da una mozione dell’ultimo Capitolo generale. Infatti, il 19 e il 20 ottobre 2017 a Roma si terrà un congresso dell’Ordine al quale parteciperanno frati da tutto il mondo. Cercheremo di comprendere come attualizzare la testimonianza missionaria e martiriale del santo nel tempo in cui viviamo, certi che la sua profezia non è esaurita ed ha ancora molto da dire e da dare.  Viviamo questo anno giubilare kolbiano con grande letizia interiore e con la massima tensione all’ascolto. Abbiamo un meraviglioso patrimonio spirituale, che può essere la base per nuovi itinerari suggeriti dallo Spirito a favore della Chiesa e dell’umanità e che l’Ordine e la M.I., in profonda comunione, desiderano valorizzare. Come Kolbe, oltre Kolbe, con la creatività suggerita dallo Spirito, siamo invitati a scoprire nuove vie di missione, che possano parlare al cuore degli uomini e delle donne del nostro tempo.
 
Fra Marco Tasca
Ministro generale 

Tutto il testo della lettera nel sito dei Frati Minori Conventuali