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Luce ad Auschwitz

Giornata della memoria a Maranello MO

MARIAN KOŁODZIEJ "scrisse con i disegni” l’esperienza da lui vissuta per cinque anni nei campi di prigionia. Presso auditorium Enzo Ferrari - Maranello (MO). Organizzato dalla Milizia dell'Immacolata dell'Emilia Romagna. 
 

Una serata per celebrare, per entrare in silenzio, in punta di piedi, nel mistero dell’uomo, del bene e del male, continua sfida a duello nella storia e nella coscienza dell'umanità.

Marian Kolodziej, numero 432 ad Auschwitz, dopo anni di silenzio, di solitudine, attraverso l’arte, espresse rivivendo nei suoi dipinti, sentimenti, emozioni, lotte e incontri.
Tanti volti, occhi che guardano e cercano una risposta, volti che scompaiono.

 
 

L’incontro con padre Kolbe è stato un punto di svolta nella sua esperienza del campo.
Lo rappresenta in tanti disegni dove emerge nel suo ruolo di missionario, di madre, di pastore, martire, "alter Christus", luce, e accolto infine da san Francesco nella gloria di Dio. 

 
 

Angela Esposito, missionaria che ha conosciuto in Polonia personalmente Marian e la sua famiglia, ha commentato alcuni dei suoi disegni. In sala silenzio, attenzione e partecipazione.
La voce e musica di Alessandro Pilloni, attore, che interviene leggendo testi, testimonianze sulla Shoah da far venire la pelle d’oca e rievocare eventi non troppo lontani e purtroppo di forte attualità.

 
 

L'incontro è iniziato con un minuto di silenzio, in piedi, per ricordare le vittime della Shoah di ieri e quelle delle tante guerre di oggi. 
Anche alla fine non c'è stato un vero e proprio saluto ma l'assemblea è stata invitata a uscire silenziosamente, silenzio rispettoso, incredulo, commosso.  

L.C.

 
 
 

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