
Avvento 2009
Carissimi amici, ciao! Come state?
Prima di scambiarci gli auguri del S. Natale, ho pensato di aggiornarvi sugli ultimi avvenimenti della nostra vita missionaria.
Nel mese di ottobre, abbiamo vissuto la seconda tappa della missione in Tucuman; vi ritorneremo nel mese di maggio 2010.
Che dirvi? E’ sempre molto bello condividere 20 giorni con una comunitá tanto lontana ma vicina nell’Ideale mariano-missionario. Questa tappa si é caratterizzata come “missione Biblica”.
Con l’aiuto di varie persone amiche di Buenos Aires, abbiamo organizzato “ una lotteria e una pesca per poter comprare numerose bibbie. Abbiamo preparato anche uno schema con un metodo semplice per leggere la Parola e con nostra meraviglia abbiamo constatato come la gente era disponibile all’ascolto, partecipando e condividendo riflessioni personali molto esistenziali.
Nel cortile di una famiglia abbiamo organizzato alcuni incontri di formazione-di base per poter comprendere e leggere la Bibbia, la gente ha apprezzato molto questi incontri; per alcuni é stata l’occasione per imparare come cercare un testo biblico. Tucuman come altre zone dell’Argentina, sempre ci fa toccare dal vivo tante realtá di “vera povertá materiale e umana”; come Anna, una giovane mamma con 5 bambini di sotto ai 10 anni, che dopo aver allontanato il marito, perché stanca della sua infedeltá, ora vive sola con i suoi bambini. L’unica ricchezza che possiede é una carretta con un cavallo che usa per trasportare, mattoni, o per raccogliere bottiglie e cartoni.
Anna ci affermava che a volte non hanno da mangiare e bevono soltanto un “mate”...forse per questo i bambini che vanno a scuola hanno tanti problemi di attenzione e di apprendimento...
Prima di terminare la missione, siamo andate con il Parroco a visitare Anna e altre famiglie con problemi simili, perché la parrocchia possa continuare ad aiutarle.
La missione in ogni modo continuerá il prossimo anno; e se volete aiutarci offrendo una Bibbia, siamo molto contente! (Una Bibbia costerebbe 10 euro).
Uno dei problemi quotidiani dell’Argentina é anche la violenza e l’insicurezza. La mamma di un bambino che ha ricevuto la prima comunione la scorsa domenica (un gruppo di 50), nell’incontro di preparazione ci diceva, che lei quando va nel patio (cortile) con i suoi bambini, sempre porta con sé “un revolver” per proteggerli... É vero che vive in una zona a rischio peró...
Continuiamo la visita alle famiglie della “Villa miseria”; dal mese di novembre si sono aggiunte al nostro gruppo due nuove coppie, desiderose di collaborare per dare amicizia e speranza a queste famiglie.

É molto bello lavorare insieme e insieme pensare come dare un aiuto concreto alle persone: sollecitare il comune perché dopo due anni d’attesa consegni una nuova casa (di legno) a José che nel 2007 in un incendio ha perso tutto.
Vedere come risolvere la situazione di Cristina che non vuole prendersi cura dei suoi 5 figli., uno dei quali Darìo di 8 anni, giá vive a periodi, solo, nella strada. Rosanna che con i suoi 7 figli vive in 4 metri quadrati.
E Liliana? Vi ricordate della sua famiglia? ...Sempre vi saluta ed è molto grata per l’aiuto ricevuto. Ora pur nella semplicitá e precarietá, giá collabora con noi e ci aiuta ad entrare nelle famiglie, a conoscere le loro reali problematiche e molto spesso condivide la semplice cena con Rosanna e i suoi bambini che vivono di “niente”.
Basta un poco d’amore e di fiducia per rendere felici altri.
Bene carissimi, salutandovi vi lascio un piccolo augurio-riflessione per prepararci ad un Natale con gli “occhi aperti”.
Vi lascio in compagnia del “Buon Samaritano” che nel suo cammino quotidiano s’incontra con un malcapitato...(un barbone, un extracomunitario...) ed ha il coraggio di “vedere” le vere necessitá del poveretto, e di scendere dal cavallo per prendersi cura di lui.
Credo che questo sia uno dei passi più difficili per vivere la caritá. Molte volte vorremmo che i nostri gesti di caritá fossero “senza un prezzo da pagare”, ma non si puó amare solo a parole, il vero amore, come quello di Gesú ha un prezzo, é necessario “scendere dalle nostre sicurezze e farsi carico delle necessità degli altri”, solo così, con un cuore misericordioso, potremo trasformare la realtá ed essere “portatori di soluzioni”.
Mi ha fatto pensare molto la considerazione della differenza a che esiste tra “la compassione” e “la misericordia”; la compassione ci porta a soffrire per una situazione che vediamo o che ci raccontano, ma non si trasforma in azione concreta. La misericordia invece ci stimola a cercare soluzioni capaci di trasformare la realtà.
quindi in questo Avvento vuol essere questo:
“Vieni Signore Gesú,
aiutaci a vedere le necessitá dei fratelli,
a saper accettare il prezzo della caritá quotidiana
facci passare dalla compassione alla misericordia
per essere portatori di soluzioni
e rinnovare il mondo
con la speranza e la fiducia che solo Tu puoi donarci!”
Buon Avvento!
Siete sempre nel mio cuore...
Con mucho cariño
Anna Meneguzzo
villaballester@kolbemission.org.ar