In questo incontro di preghiera, vogliamo evidenziare attraverso il Vangelo di Luca (1,46-55) la preghiera di lode e di ringraziamento di Maria. Anche noi, alla sua scuola, vogliamo imparare a lodare il Signore, a ringraziarlo per i benefici che continuamente opera in noi.
Ringraziare è un incentivo a trovare i doni di Dio, e i doni di Dio sono fatti così: più si cercano e più si trovano! Lasciamoci guidare da Maria, che ha fatto della sua vita un gioioso canto di lode a Dio.
Canto iniziale e invocazione allo Spirito Santo
Introduzione al Vangelo
Maria canta la sua gioia perché ha scoperto che Dio l'ama teneramente e gratuitamente, così com'è "ha guardato l'umiltà della sua serva", al punto che sceglie di abitare in Lei!
Lei è ormai tempio del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo... come lo siamo noi in virtù del battesimo. La consapevolezza della presenza di Dio dentro di noi cambia la nostra vita, così come la consapevolezza del bambino che cresce nel suo grembo cambia radicalmente il modo di pensare, di sentire e di vivere della mamma (la quale si sente costantemente in comunione con il suo bambino: gli parla, lo ascolta, lo sente, pensa a lui... anche se non lo vede!).
Maria ci aiuta a scoprire il passaggio di Dio nella nostra vita.
Lettura del Vangelo (Lc 1,46-55)
1° mistero
"L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore perché ha guardato l'umiltà della sua serva".
Maria canta un canto nuovo, canta a Dio perché è "grande!".
Dio l'ha desiderata da sempre, l'ha guardata con amore, l'ha chiamata per nome, l'ha scelta per essere figlia, madre, sposa. Anche noi siamo desiderati, guardati con amore, chiamati per nome, scelti come figli, madri, sposi. Sentiamo questo amore?
Dio ha impiegato 2000 anni per scrivere una lettera d' amore per te: la Bibbia. Tu la leggi?
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria
2° mistero
"D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono".
"Tutte le generazioni": anche noi, ora, gioiamo con Maria, perché Dio, dono dei doni, ha donato se stesso a Lei per donarsi tutto a noi. Nulla è impossibile all'Onnipotente! Così è Dio stesso che santifica il proprio nome sulla terra, rivelandosi e donandosi, nella sua totalità infinita, ad una creatura finita. Così Egli stesso compie quanto Gesù ci ha insegnato a chiedere nella sua preghiera del Padre nostro: "Sia santificato il tuo nome".
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria
3° mistero
"Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, ha rovesciato i potenti dai troni".
Solo chi guarda Dio come lo guarda Maria, con cuore nuovo, capisce che Dio è forte e vittorioso, padrone della storia, vincitore del male. La disperazione dell'uomo proviene dal considerare il male come più forte, ma questo è un inganno!
Dio confonde i superbi e fa cadere gli orgogliosi dal trono del loro cuore, perché ritrovino l'umiltà e la possibilità di essere salvati.
E noi? Chi è seduto sul trono del nostro cuore? Dio o noi stessi?
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria
4° mistero
"Ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi".
È l'uomo vero che si innalza nella sua dignità di amato da Dio. È saziata la fame insaziabile dell'uomo, che è fame di Dio.
Oggi è così diffusa l'esperienza del vuoto, del frantumarsi degli idoli fra le mani (i soldi, il successo, l'aspetto esteriore, il consumismo...), e l'uomo si trova sempre con le mani vuote, tese a ricevere il dono. Ma il vero dono è Gesù Cristo! Orientiamo la nostra fame insaziabile verso la verità , mettiamoci alla presenza di Dio, ogni giorno.
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria
5° mistero
"Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza per sempre".
Maria sa di portare in sé il compimento della promessa fatta ad Abramo: con Gesù saranno benedette tutte le stirpi della terra, per sempre.
Maria canta il suo grazie con la sua vita: si sente il sapore, il profumo, il gusto della lode che nasce da ogni situazione della vita. Noi sappiamo lodare con la nostra vita?
"Lodate l'eterno... " ( Salmo 117,1). Il salmo 117 è cortissimo: solo due versetti.
Rileggiamolo in forma personale sostituendo alla parola "popolo" il nostro nome. È un buon esercizio per imparare a lodare.
Padre nostro - 10 Ave Maria - Gloria
Risonanze e preghiere spontanee
Impegno
Quando hai Dio dentro, non puoi fare a meno di comunicarlo, a partire dalla vita che cambia, dalla gioia che diventa contagiosa, dalla tua carità che si fa operosa.
Con quali parole e in riferimento a quali eventi della tua vita puoi esprimere il tuo grazie?
Durante questo mese siamo invitati ogni giorno a scrivere il nostro grazie al Signore soprattutto per le piccole cose che notiamo intorno a noi, per i momenti difficili, di particolare sofferenza, per quelli tristi e gioiosi.
Infatti se sigilleremo ogni dono, piccolo o grande che sia, con un grazie, giungeremo a sera con un'idea nuova della bontà di Dio. Provare per credere!
Crescerà in noi, sempre più, il desiderio di abbandonarci, di confidare in Lui, di saper cantare il nostro grazie così come ha fatto Maria.
Preghiera a Maria
Crescere è un eterno camminare lungo le strade a volte oscure e deserte.
La fede è proprio questo: peregrinare, salire, piangere, dubitare, sperare, cadere e rialzarsi e poi ancora camminare. Sì, anche tu Maria, hai scoperto poco alla volta il mistero di Gesù Cristo, coi mezzi tipici dei poveri del Signore: abbandono, umile ricerca, disponibilità totale e fiduciosa. Anche tu sei andata pellegrinando per vie solitarie e valli oscure, così come noi.
Maria tu hai cantato la gioia di essere amata dal tuo Dio! Metti anche nel mio cuore il tuo canto di gioia e libertà . Insegnami a cantare, a lodare, a ringraziare Dio per tutti i doni che ogni giorno mi fa, discretamente, silenziosamente, dolcemente. A volte mi sento vuoto, insoddisfatto di me stesso e della mia vita. Ho tante cose ma il mio cuore ha sete: sete di verità , di felicità , sete di essere amato e di amare!
Aiutami a scoprire in ogni istante la presenza di Gesù, tuo Figlio, che ha dato la vita per me.
Aiutami a scorgere la sua presenza di amore anche nelle mie sofferenze, nelle mie ferite, nei miei fallimenti, nella mia solitudine.
Dammi il coraggio di lasciarmi guardare dentro e di togliere le maschere delle mie paure e insicurezze.
Aiutami a gettarmi con fiducia e abbandono nelle braccia del Padre! Allora scoprirò anch'io su di me il suo sguardo di misericordia, la sua tenerezza infinita che mi avvolge, e anch'io canterò la mia lode.
Dagli Scritti di san Massimiliano Kolbe
Come Maria, anche Padre Kolbe ha cantato il "Magnificat" con la sua vita.
La consapevolezza di essere amato da Dio, non è stato per lui un sentimento passeggero, ma una certezza che lo ha accompagnato sempre, in qualunque situazione.
Questa consapevolezza lo sollecita a desiderare di amare Dio fino al1' eroismo. Lo esprime anche attraverso quest'inno di lode e di gratitudine che può essere considerato il suo "Magnificat".
"Chi ardirebbe supporre che Tu, o Dio infinito, eterno, mi hai amato da secoli, anzi da prima dei secoli? Tu infatti mi ami dal momento in cui esisti come Dio, di conseguenza mi hai amato e mi amerai sempre! ...
Benché io non esistessi ancora, Tu mi amavi già e appunto per il fatto che mi amavi, o buon Dio, mi hai chiamato dal nulla all' esistenza! (...)
Per me hai creato i cieli costellati di stelle, per me la terra, i mari, i monti, i fiumi e tante, tante cose belle che vi sono sulla terra.
Ma questo non basta: per mostrarmi da vicino che mi ami con tanta tenerezza, sei sceso dalle più pure delizie del paradiso su questa terra infangata e piena di lacrime, hai condotto una vita in mezzo alla povertà , alle fatiche e alle sofferenze; e infine, disprezzato e deriso, hai voluto essere sospeso tra i tormenti su un patibolo in mezzo a due canaglie.
O Dio d'amore, mi hai redento in questo modo terribile, ma generoso! (...) Chi ardirebbe supporre?" (SK 1145).
(a cura del Volontari dell'Immacolata - Padre Kolbe di Verona)