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Esperienze GMI

L’ottavo dono

Ma non erano sette i doni dello Spirito Santo?  Quali sono?  A cosa servono?  È ciò che hanno scoperto i GMI nei loro incontri mensili

 
Gruppo GMI

Un utile vademecum

Sette doni per sentirsi amati. Lucidati, impacchettati e messi amorevolmente nella nostra anima perchè facciano frutto, molto frutto. L’importante è volerlo, l’importante è conoscerli e conoscere Colui che ce li ha mandati. Sette doni per capire che attraverso lo Spirito Santo il Signore ci ha dato un vademecum utile da consultare nella nostra vita, una bussola che ci indica la direzione giusta da seguire nei momenti più difficili: Sapienza, Consiglio, Intelletto, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio. Ce n’è uno per ogni evenienza, perchè non ci sentiamo mai soli e possiamo fare le scelte giuste.
Roba concreta, quindi, che tocca profondamente la vita di ognuno di noi. Roba che interessa, o che dovrebbe interessare, anche noi giovani, specialmente noi giovani. Per questo c’è un luogo – la sede della Milizia dell’Immacolata, presso la Basilica di San Francesco a Bologna – ed un tempo – il martedì, con cadenza quindicinale – in cui alcuni giovani si sono incontrati quest’anno per conoscere e approfondire i doni dello Spirito Santo. Atmosfera raccolta e distesa, una guida, padre Tarcisio, una missionaria, Lucia, a portare la sua esperienza ed il suo sorriso, e un gruppo di giovani, studenti, lavoratori, bolognesi, fuori sede, ognuno con la sua storia, ognuno col suo bagaglio di sogni e speranze sulle spalle, ma tutti accomunati dalla ricerca della Verità e della Gioia.

 
un incontro

Comunicazione diretta

Parole mirate, che vadano dritte nel segno. È questo il segreto di una buona comunicazione. Così anche nei nostri incontri del martedì. Una traccia scritta con le indicazioni giuste, semplici e chiare, per arrivare al cuore e alla mente di tutti. Si respira pace, l’atmosfera è distesa, ma raccolta. Tante sedie in circolo, quasi a ricordare la discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste, perchè dove due o tre sono riuniti nel Suo nome, Gesù è in mezzo a loro. Figurarsi se si parla di Spirito Santo. Ci sono due momenti in cui è diviso l’incontro: un primo, di formazione, e un secondo, di condivisione. Qui ognuno, con estrema libertà, può mettere in comune idee, pensieri, sensazioni, dubbi, esperienze personali. Come un grande pic-nic in cui ognuno porta qualcosa per far festa insieme agli altri. Lo spirito è questo. Lo Spirito ci aiuta.
Anche ad aprirci agli altri, uscendo fisicamente dalla sede in cui ci incontriamo. Si chiama evangelizzazione di strada: è un modo per andare incontro al fratello, invitandolo a fermarsi un attimo, a dire una preghiera, a riflettere. Lo abbiamo fatto lo scorso 18 aprile. La Chiesa di San Gregorio e Siro come punto di riferimento, l’entusiasmo e la voglia di portare all’altro il lieto annuncio come propellente: «Lo sai che sei un dono?». Qualche sguardo stupito, qualche sorriso, qualcuno che se ne andava scocciato o indifferente e qualcun’altro che invece si è fermato ad ascoltare. E poi è entrato in Chiesa a scrivere simbolicamente su un pezzo di carta quello che chiedeva al Signore, deponendo il foglietto sotto un lumino acceso, segno di preghiera ardente e continua.

 

Sentirsi a casa

Un’esperienza importante e arricchente, che tuttavia non si sarebbe mai potuta compiere se, nel percorso che ci ha accompagnato quest’anno, non avessimo scoperto “l’ottavo dono” che lo Spirito Santo ci ha regalato: l’Accoglienza, il sentirsi parte di un gruppo per come si è, senza venire escluso per i propri limiti o difetti e cercando di mettere in comune al massimo le proprie capacità e qualità. Un dono autentico e tangibile per ricordare che il Signore ci ama. Lo ha sempre fatto, lo fa e lo farà sempre.

 

Damiano