
Introduzione
Fin dai primi secoli la Chiesa d'Oriente e d'Occidente ha sentito e celebrato questo misterioso legame che congiunge, come ponte, il Venerdì Santo alla Domenica di Pasqua, passando attraverso il cuore di Maria, ed ha guardato la Vergine come rappresentante ed espressione di tutta la Chiesa redenta, che attende con trepidazione l'alba della risurrezione.
Anche oggi, nel Sabato Santo, la Chiesa bizantina canta davanti all'icona di Cristo sepolto i lamenti della Madre e dei più fedeli discepoli; anche oggi, in più parti del mondo, i cattolici di rito latino celebrano l'Ora della fede di Maria, preludio alla rinnovazione delle promesse battesimali e alla gioia che irradia il giorno di Pasqua.
La presente celebrazione si ispira al rito bizantino, di cui presenta una selezione di "tropari" (brevi strofe poetiche in canto), con melodie nuove: ha per tema il dolore di Cristo e della Madre, ma trabocca di speranza.
Si articola in quattro momenti rituali: 1. una parte introduttiva, che prepara l'assemblea a rivivere, in comunione con Maria, l'attesa della risurrezione; 2. un primo momento di ascolto della Parola, memoriale della fedeltà del Figlio e della Madre fino al supremo sacrificio; 3. un secondo momento di ascolto della Parola, proiettato all'attesa della Pasqua vicina, coi sentimenti della Madre che l'ha vissuta in anticipo; 4. infine, i riti conclusivi, che ci portano con Maria incontro al Cristo risorto.
Questa celebrazione è stata pensata - anche se non in forma esclusiva - per il Sabato Santo, per dare il giusto rilievo alla presenza della Vergine nel mistero pasquale, secondo la dottrina tradizionale ed attuale della Chiesa. L'ora più indicata è quella del Vespro, con sufficiente distanza dalla Veglia pasquale, che deve avere assoluto rilievo e importanza celebrativa.
Ambiente e "segni" da preparare
E' opportuno porre in evidenza nell'aula dell'assemblea una Immagine o icona della Vergine che ricordi, in qualche modo, il mistero che si celebra. Accanto all'immagine si può porre una lampada o un cero espressivo, purché non sia il "cero pasquale". La lampada verrà accesa durante la celebrazione, prima dell'Inno. Il rito inizia con una sobria illuminazione dell'aula; dopo il canto dell'inno, l'aula sarà illuminata. Preparare, se si usa l'incenso. Infine, se chi presiede è un sacerdote, può rivestire il camice e la stola rossa.
I. Riti introduttivi
1. ACCLAMAZIONE DI LODE
Radunati i fedeli nell'aula sobriamente illuminata, si apre la celebrazione con l'invito alla lode.
Tutti sono in piedi.
Cel. Sia benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo: a lui la lode e la gloria nei secoli.
T. Amen.
T. Nella sua misericordia ci ha rigenerati a una speranza viva con la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.
2. MONIZIONE
La guida introduce al significato della celebrazione, dicendo:
G. Ieri abbiamo celebrato con pietà commossa il mistero della Passione e della Morte del Signore. Oggi Cristo riposa nel cuore della terra, dopo aver compiuto interamente la volontà del Padre.
Ma non tutto ancora è compiuto: la Passione di Cristo Capo si prolungherà sino alla fine dei tempi nelle sue membra, sino alla Pasqua che sorgerà eterna quando egli ritornerà glorioso. Ogni cristiano è chiamato a completare nella sua carne ciò che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa (cfr.Col.1,24).
Nel cammino di passione e di compimento, Maria ha il primo posto: è la Donna della fede e dell'amore, è la Madre di tutti i viventi. In questo "grande Sabato", la fede di tutta la Chiesa, la speranza di ogni creatura sta nel cuore della Madre: è lei "Chiesa" che crede contro ogni evidenza, che spera contro ogni speranza, che ama fino al supremo olocausto. Per poter vivere con Maria la sua e nostra "Ora di fede" chiediamo umilmente a Dio di lavare i nostri peccati nel Sangue di Cristo e di ravvivare la nostra speranza nella redenzione che ci è stata gratuitamente donata.
3. ATTO PENITENZIALE
Terminata la monizione, un solista intona il Kyrie,eleison; l'assemblea lo ripete. Dopo un tempo di silenzio, il lettore legge la petizione, risponde l'assemblea col canto del Kyrie eléison.
L. Padre santo, che non hai risparmiato al tuo Figlio unigenito la passione e la morte per giungere alla risurrezione, nè hai lenito alla madre sua che amavi l'abisso del dolore e il tormento della prova, abbi pietà di noi.
T. Kyrie, eleison.
L. Cristo, deposto col corpo in un sepolcro e disceso con l'anima agli inferi, che hai lasciato la Madre tua in balìa della tentazione suprema, ma hai sentito la sua fede e il suo amore seguirti con forza oltre la tomba, per gridare in anticipo la tua Risurrezione, abbi pietà di noi.
T. Kyrie, eleison.
L. Spirito del Padre e del Figlio, Amore dell'eterno Amore, che hai consumato in un rogo divino di fuoco la Vittima sull'altare della croce e hai misteriosamente fecondato il lungo decoroso travaglio della Vergine, perché diventasse Madre dell'umanità redenta e richiamasse a vita imperitura il Figlio sepolto, abbi pietà di noi.
T. Kyrie, eleison.
4. ORAZIONE
O Dio, sapienza e pietà infinita,
che tanto ami gli uomini da volerli compartecipi con Cristo
del tuo eterno disegno di salvezza,
fa' che riviviamo con Maria la forza vitale della fede,
che ci ha fatto tuoi figli nel Battesimo,
e con lei attendiamo trepidanti l'alba della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
5. INNO
Mentre si accende la lampada davanti all'immagine della Vergine, si canta l'Inno:
Un oscuro silenzio sul mondo,
notte grave incombeva sui cuori:
s'era spenta la luce e la fede,
ora il Verbo taceva sepolto.
E gli Apostoli erravano spersi,
quale nave portata dai venti;
e le donne piangenti il Trafitto
apprestavano riti di morte.
"Rifarò in tre giorni il mio Tempio!":
la solenne promessa del Cristo
ricordavano, attenti, i nemici,
che disposero le guardie al sepolcro.
Solo tu, Desolata, credevi:
solo tu attendevi implorando
che la Vita tornasse dai morti,
nuovo giorno, speranza d'eterno.
Dei credenti tu Madre, e di Pasqua
luminoso cammino alla Chiesa:
fa' che noi rinnoviamo con gioia
il tuo "sì", professando la fede.
A te, Padre potente, sia gloria,
a te, Figlio, che vinci la morte,
a te, Spirito, fonte di vita:
dai redenti a voi salga la lode.
Amen.
II. Liturgia della Parola
Per la Liturgia della Parola si illumina l'aula dell'assemblea. Tutti si siedono.
6. MONIZIONE
G. La liturgia bizantina del Sabato Santo alterna al Salmo 118 brevi canti detti "tropari". Il salmo esprime l'obbidienza incondizionata del Figlio e della Madre alla volontà salvifica del Padre: promesse, prefigurazioni, profezie trovano nell'immolazione di Cristo il loro compimento, nel dolore e nella compartecipazione della Madre il loro prolungamento ecclesiale. I tropari vogliono interpretare il lamento che la Vergine con le pie donne effuse al sepolcro di Cristo, piangendo - come preannunziava il profeta Zaccaria (Zc 12, 10) - il Primogenito trafitto.
7. SALMODIA E TROPARI
Le strofe dei Salmo 118 sono cantate dall'assemblea mentre i "tropari" sono eseguiti da alcune soliste.
A. Beato l'uomo di integra condotta*
che cammina nella legge del Signore.
Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti*
e lo cerca con tutto il cuore.
1 S. Mirando esangue l'Agnello immolato
l'Agnella pura, ferita, gemeva,
e trascinava gli astanti al compianto.
A. Siano diritte le mie vie,*
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò arrossire *
se avrò ubbidito ai tuoi comandi.
2 S. Monti e vallate, e voi figli dell'uomo
e creature del cosmo, piangete:
fate cordoglio con me, la Deìpara.
A. Conservo nel cuore le tue parole*
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu. Signore;*
mostrami il tuo volere.
3 S. Il mondo intero è turbato e sconvolto,
con te il creato soggiace al patire,
Verbo, che reggi e contieni ogni cosa.
A. Voglio meditare i tuoi comandamenti,*
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia;*
mai dimenticherò la tua parola.
1 S. "Sola fra tutte, nel darti alla luce
io non conobbi il dolore, mio Dio:
ora d'affanno ho gravida l'anima".
A. Sii buono con il tuo servo e avrò la vita,*
custodirò la tua parola.
Aprimi gli occhi *
perché io veda le meraviglie della tua legge.
2 S. Lamenti e pianto effondeva, o Signore,
la Madre santa e straziata diceva:
"Come potrò seppellirti, mio Figlio?"
A. Siedono i potenti, mi calunniano, *
ma il tuo servo medita i tuoi decreti.
Anche i tuoi ordini sono la mia gioia,*
miei consiglieri i tuoi precetti.
3 S. "Verbo del Padre, Mia vita, mia pace,
come pensarti tre giorni sepolto?
Son lacerata, trafitta nell'intimo".
A. Fammi conoscere la via dei tuoi precetti*
mediterò i tuoi prodigi.
Io piango nella mia tristezza;*
sollevami secondo la tua promessa.
1 S. "Perché io pianga il Figlio mio diletto
chi mi darà una sorgente di lacrime?",
geme la Vergine Sposa di Dio.
A. Io sono prostrato nella polvere;*
dammi vita secondo la tua parola.
Ti ho manifestato le mie vie e mi hai risposto;*
insegnami i tuoi voleri.
2 S. "Vita, tu muori? ed abiti un tumulo,
tu che di morte distruggi il potere,
tu che dall'Ade i morti risusciti?"
A. Venga a me. Signore, la tua grazia,*
e la tua salvezza secondo la tua promessa;
a chi mi insulta darò una risposta*
perché ho fiducia nella tua parola.
3 S. "Gesù, mia gioia, tu amata mia luce,
perché t'han posto in un buio sepolcro?
oh, misterioso umiliarsi di Dio !"
A. Sarò sicuro nel mio cammino,*
perché ho ricercato i tuoi voleri,
davanti al re parlerò della tua Alleanza*
senza temere la vergogna.
1 S. Fiaccola ardente nascosta sotterra
splenda la carne di Cristo sull'Ade:
luce di vita che sperde la tenebra.
A. I superbi mi insultano aspramente,*
ma non devio dalla tua legge.
Ricordo i tuoi giudizi di un tempo, Signore,*
e ne sono consolato.
2 S. Gesù, mio Dio, e Re dell'universo,
perché discendi nel regno dei morti?
Tu vuoi salvare la stirpe di Adamo.
A. Ricordo il tuo nome lungo la notte*
e osservo la tua legge, Signore.
Tutto questo mi accade*
perché ho custodito i tuoi precetti.
3 S. "Luce del mondo, mia luce, Gesù
Figlio bramato, mio unico bene!"
amaramente ti chiama la Vergine.
8. TROPARIO FINALE
T. S. "Madre, non piangere sopra di me,
pensando chiuso in un buio sepolcro
l'eterno Figlio che desti alla luce:
risorgerò con potenza e splendore
e innalzerò fino a gloria immortale
chi per amore e con fede ti canta".
9. LETTURA
G. Dio chiede ad Abramo di immolargli il suo unico figlio. Ciò che Abramo fece solo in figura, Maria lo compì in realtà , "amorosamente consentendo all'immolazione della Vittima da lei generata" (LG 58).
L. Dal libro della Genesi (22,1-12.15-18)
In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!".Rispose: "Eccomi!". Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio, che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato. Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo. Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi". Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio !". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?". Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutti e due insieme; così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose. "Eccomi!". L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio". Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza0 si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".
10. RESPONSORIO
Dopo un breve silenzio si proclama il responsorio seguente:
S. Quando vergine ti diedi alla luce,
beata non conobbi il dolore;
ora, mio Dio, vedendoti morto,
la spada trafigge il mio cuore.
T. Risorgi, Figlio, e fammi felice.
S. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
T. Risorgi, Figlio, e fammi felice.
S. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
T. Risorgi, Figlio, e fammi felice.
11. VANGELO
G. Il Vangelo di Giovanni ricorda la Madre ai piedi della croce, la deposizione e la sepoltura di Cristo: è il preludio della Pasqua. Il Signore uscirà da un sepolcro nuovo, come era nato dal grembo della Madre, serbandolo intatto.
Dal Vangelo secondo Giovanni 19,25-42
In quell'ora, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Mà gdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio ! ". Poi disse al discepolo: "Ecco la tua madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto !". E, chinato il capo, spirò.
Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. Dopo questi fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloè di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com'è usanza seppellire i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.
12. DALLA LETTERA ENCICLICA "REDEMPTORIS MATER" DI GIOVANNI PAOLO II
Maria è stata ed è soprattutto colei che è "beata perché ha creduto": ha creduto per prima... L'angelo le aveva detto allora: "Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Egli sarà grande... e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe, e il suo regno non avrà fine".
I recenti eventi del Calvario avevano avvolto di tenebra quella promessa; eppure anche sotto la croce, non era venuta meno la fede di Maria. Ella era stata colei che, come Abramo, "ebbe fede sperando contro ogni speranza" (Rm 4,18). Ed ecco, dopo la Risurrezione, la speranza aveva svelato il suo vero volto e la promessa aveva cominciato a trasformarsi in realtà (n. 26).
13. RESPONSORIO
Dopo un breve silenzio si proclama il responsorio seguente:
S. Giuseppe chiese il corpo del Signore
e lo ripose nel sepolcro nuovo;
doveva uscire da tomba intatta
qual da grembo verginale di Madre.
T. Mostraci, o Madre, il Figlio tuo risorto.
S. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
T. Mostraci o Madre, il Figlio tuo risorto.
S. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
T. Mostraci, o Madre, il Figlio tuo risorto.
Riti di conclusione
14. PREGHIERA FINALE
S. Dopo aver contemplato e vissuto il dolore e la speranza della Madre di Dio, rivolgiamoci a Cristo, nostra vita, con le parole degli antichi Padri, e chiediamogli di trasfondere anche in noi quella fede eroica che infuse col suo Spirito nella Madre sua.
T. O Figlio della Vergine, o Dio della Vergine e Creatore del mondo!
Tua è la Passione, tua la profondità della sapienza!
Tu sai ciò che eri e ciò che ti sei fatto.
Tu per salvare l'uomo ti degnasti venire
e liberamente accettasti l'ignominiosa Passione.
Tu le colpe nostre prendesti su di te, come Agnello:
tu le colpe nostre hai distrutto
con la tua morte, o Salvatore, e tutti salvasti.
Sei tu, che come uomo patisci
e come Dio resti impassibile;
sei tu che muori e che salvi.
Sei tu che hai dato alla Santa
l'ardire di gridarti:
"O mio Figlio e mio Dio!".
15. CANTO FINALE
Mentre l'assemblea in processione si reca a porre un grano d'incenso davanti all'immagine della Vergine, si canta l'inno seguente:
Vergine del silenzio
Rit. Vergine del silenzio che ascolti la parola e la conservi, donna del futuro aprici il cammino
1. Silenzio di chi vigila, silenzio di chi attende, silenzio di chi scopre una presenza.
2. Silenzio di chi dialoga, silenzio di chi attende, silenzio di chi vive in comunione.
3. Silenzio di chi prega, silenzio di chi è in pace, silenzio di chi è "uno" nel suo spirito.
4. Silenzio di chi è povero silenzio, di chi è semplice, silenzio di chi ama ringraziare.
16. CONGEDO
S. La fede della Vergine
illumini la nostra vita;
la sua materna protezione
accompagni il nostro cammino
incontro al Signore Risorto!
T. Amen!
L'assemblea si scioglie in silenzio.