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Meditazioni kolbiane

La preghiera che fa rinascere il mondo

 

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Uno dei luoghi più cari al pellegrino che si reca a Fatima è la “Loca do cabeço”, a qualche centinaia di metri da Aljustrel, frazione che comprende le case dei Pastorelli. Qui un Angelo si intrattenne con i tre piccoli veggenti nella primavera e nell’autunno del 1916,  introducendoli in una inaspettata “avventura” di sofferenza e di Grazia.
È ormai passato un secolo da quei fatti, eppure il messaggio celeste e la “risonanza” che provocò nel cuore di quei fanciulli continuano a illuminare la Chiesa. Già fin dal primo imprevisto “appuntamento” venne proposta loro la via della preghiera e della adorazione, suggerita dall’atteggiamento e dalle parole dell’Angelo, che li introdusse nel mistero Trinitario. I tre Pastorelli furono così “iniziati” alla logica di Dio, per la quale il mondo si risana radicalmente dal suo male solo attraverso l’orazione, il sacrificio, la penitenza e la carità. Il Cielo penetrò gradualmente nella loro vita quotidiana, elevando i loro desideri e impreziosendo ogni cosa di luce soprannaturale. Quei tre bambini, con il loro “sì” generoso e semplice, divennero luce ed esempio di vita e di santità per tutta la Chiesa.
Nel centenario di quelle manifestazioni celesti, siamo invitati a ricuperare questo “sguardo dello Spirito” sulla nostra esistenza. È il Cielo che determina la corretta lettura della realtà, è il Cielo che ci aiuta a camminare bene quaggiù, sulla terra. La forza che ci muove non proviene da noi, ma è Grazia: è rugiada soprannaturale che irrora le nostre azioni, la nostra vita, i nostri rapporti umani e li santifica, rendendoci apostoli di perdono, di speranza e di carità sincera. “Il messaggio di Fatima ci chiede di pregare e pregare intensamente. Pregare per la pace è un appello essenziale del messaggio e il modo migliore per farlo è attraverso la meditazione e il rosario”[1]. Perché non la Messa quotidiana? La domanda è stata fatta a suor Lucia. Ha sottolineato che non tutti possono andare ogni giorno alla Messa, ma il rosario tutti lo possono portare sempre con sé. 
La preghiera del rosario, nel Messaggio di Fatima, è la più richiesta. La Beata Vergine Maria ha chiesto di pregare il rosario in tutte e sei le volte che apparve."Recitate il rosario tutti i giorni". Nessun'altra devozione nella Chiesa è stata più raccomandata come questa dai Papi, perché il rosario orienta al cuore del Vangelo e ci indica la strada che porta al Cielo.

“Ogni volta che noi recitiamo la corona, contemplando i misteri, ci ritroviamo in intima comunione di pensiero e di sentimento con gli insegnamenti e la vita di Gesù, figlio di Dio e figlio di Maria. Il rosario, dunque, ci immette in modo quasi naturale nella vita di Cristo e ci fa come respirare i suoi sentimenti; ci spinge a formare con Lui una vita di piena comunione…“[2]. La meditazione dei misteri, così, ci spinge a seguire il sentiero battuto da Cristo e da sua madre, fa sbocciare in noi l’amore per il Redentore divino[3] e per ogni persona che ci è accanto, fosse anche il nostro nemico! “Se Gesù è il tuo maestro, ecco ciò che ti insegna: ama il tuo nemico e abbraccialo come un amico”[4]. È nella preghiera che si trasforma il nemico in amico; è nella preghiera, roveto ardente, dove Dio, nostro Padre, ci chiama a contemplare la compassione che arde nel suo cuore per Mosè e per ognuno di noi. Nella preghiera, potenza d’amore, cambiano le sorti di un popolo e di ogni vita. “Nota caratteristica del messaggio di Fatima è che esso si colloca al centro delle preoccupazioni mondiali e dei tragici avvenimenti del secolo scorso…”[5]. Il 13 maggio 1981 ci fu l’attentato in piazza San Pietro contro il Papa, san Giovanni Paolo II, che era fortemente convinto di essere stato risparmiato da una mano materna: “Una mano - quella dell’attentatore - aveva sparato e un’altra mano aveva deviato”. Questo dimostra che non esiste un destino immutabile e la fede e la preghiera sono più potenti delle divisioni. Fede e preghiera possono cambiare la storia del mondo e nostra personale. Quella pallottola è ora incastonata nella corona posta sulla testa della statua della Madonna a Fatima.

Sfogliando la Scrittura vediamo come Dio continuamente ascolta il grido del povero, del debole, dell’indifeso che invoca il suo aiuto. “Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce” (Sal 34,7). R. Chaim Vital[6] fa notare che nel v.7 non leggiamo “Iahweh ha ascoltato”, ma “ascolta nel presente”. Questo sottolinea come il Signore ascolta e risponde ancora mentre il povero grida; ancora prima che egli abbia terminato la sua preghiera Dio ascolta e risponde”. Bisogna solo fidarsi e aspettare; certamente il Signore arriverà  e ci soccorrerà. Padre Massimiliano Kolbe ha sentito profondamente la verità di queste parole e ci ha lasciato un ricco epistolario sulla preghiera, nel quale leggiamo che “la preghiera è un mezzo sconosciuto e, tuttavia, il più efficace per ristabilire la pace nelle anime, per dare ad esse la felicità… La preghiera fa rinascere il mondo… Preghiamo bene, preghiamo molto, sia con le labbra che con il pensiero…e i nostri difetti si indeboliranno e soavemente, potentemente ci avvicineremo sempre di più a Dio… Nella misura in cui noi arderemo sempre di più dell’amore divino, potremo infiammare di un amore simile anche gli altri…”[7]. Una delle preghiere da lui più amate è certamente la preghiera del rosario, definita “un modo profondo insegnatoci dall’Immacolata per approfondire i misteri di Gesù, dalla sua venuta nel mondo fino all’incoronazione, quale Regina del cielo, di colei che gli fu Madre. Ebbene, se desideriamo elevarci fino a conoscere lei e a innamorarci di Gesù, dobbiamo soffermarci a meditare questi misteri in unione con lei, sussurrando e ripetendo incessantemente l’Ave Maria”[8]. In un altro scritto[9] precisa che “la preghiera del rosario è per i piccoli e i grandi, per le persone semplici e colte. Anche i non credenti possono recitare il rosario per impetrare per se stessi la grazia della verità e della fede. Tutti possono ottenere grandi grazie”. “Con il rosario attiriamo grandi benedizioni da parte di Dio su noi stessi e sulle nostre famiglie”[10].

La recita del Santo rosario ci accompagni ogni giorno per accogliere tutti insieme, con preghiera corale, l’invito di Maria: “Io sono la Madonna del Rosario: continuate nella recita del rosario per la salvezza dell’umanità e la pace del mondo”. Con Papa Francesco ciascuno di noi possa dire: “Il rosario è la preghiera che accompagna sempre la mia vita”.

Angela Esposito, mipk

 
 

[1] Cardinale portoghese José Saraiva Martins nel suo intervento alla conferenza inaugurale del 24° Congresso Mariano Mariologico internazionale, 8 settembre 2016.
[2]  Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae.
[3] 10 Cfr. PIO XII, Lettera Enciclica Ingruentium malorum, 15 settembre 1951, in AAS,  XLIII (1951).
[4] Giacomo di Sarug, Cantico dell’amore, Bose-Magnano 1991, 15-16.
[5] Cardinale Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi.
[6] Scrittore di mistica ebraica.
[7] SK 903.
[8] SK 1297.
[9][4] Cfr, SK 1171.
[10] SK 1267.

 
 

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