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In missione con Maria, donna nuova

                       Annunciare con la vita non è limitarsi a “vivere”

 

Tutti dovremmo essere missionari, e la prima forma di annuncio è la vita.

 
cavallo

Annunciare con la vita non è, però, limitarsi a “vivere”.
Come vivere, infatti?
Vivo, naturalmente, secondo la situazione in cui mi sono venuto a trovare: non ho scelto io di nascere in una certa famiglia, in una determinata condizione sociale… Variabili non secondarie nella formazione di carattere, convinzioni e abitudini.
Ciononostante, il missionario è anzitutto una persona libera. Vive nel suo tempo ed è tutt’altro che “fuori dal mondo”, porta con sé la cultura che lo ha generato e non smette di amarla, ma non ha paura delle culture e prospettive “altre” che incontrerà.
Il missionario è pienamente se stesso proprio perché riconosce innumerevoli altri modi di essere.

Si possiede nella misura in cui sa donarsi.

 

Come donare, infatti, ciò che non si ha?

Eppure, in linea di massima, pur essendo cristiani, nel quotidiano accettiamo senza problemi forme di condizionamento anche pesanti, fino a non averne consapevolezza…

Maria col bambino

Ma torniamo alla domanda iniziale: come vivere da missionari?
La missione riguarda l’essere, non il fare della persona. È un modo di essere lontano dalla rigidità e consapevole del proprio limite: dunque, umile. A questo aggettivo occorre subito associarne un altro: il missionario è umile e forte.
È umile, ma non sarà mai una banderuola. Non ha la verità in tasca, ma si appoggia alla fedeltà rocciosa di Dio.
Pensiamo a Maria.
Una donna che non ha mai fatto rivoluzioni, ma si trova al centro di una rivoluzione totale. Non è uscita dalla sua patria se non per cause di forza maggiore: quando si è ritrovata esule in Egitto, straniera tra gli ultimi.
Cos’avrà fatto, nei primi trent’anni della vita di suo Figlio?
Probabilmente niente di straordinario, la vita di ogni madre di famiglia, soggetta a tutte le usanze e a tutti gli equilibri voluti da una tradizione autorevole, quella del “popolo di Dio” per eccellenza. La chiamiamo tuttavia donna nuova… Donna nuova perché capace di scegliere e di rischiare. Fedele alla storia del suo popolo e alla legge tramandata dai padri, ma anche aperta all’impensabile, all’”invadenza” di un Dio la cui grandezza straccia irreversibilmente i nostri schemi mentali.

 

Eppure lei, la donna del silenzio, tutt’altro che annichilita dall’incontro col Dio della vita, se necessario è capace di parlare! Basta vedere Luca 1,34, Luca 1,46-55, Luca 2,48, Giovanni 2,3-5…

 
farfalla

 
La missione con Maria è questo modo di essere, di vivere.
I giovani in missione con l’Immacolata sono cercatori e testimoni di libertà, anzitutto da se stessi, poi dai miti metropolitani (dalle mode al gossip), infine da qualunque forma di strumentalizzazione.
 
Libertà di testimoniare Gesù con passione e creatività, perché il suo Volto, sempre nuovo e da scoprire, abita già dentro di noi…

 

Denise