
Ciao!
Non sono molto brava a scrivere, quindi provo ad esprimere con "molta semplicità " la grande emozione che mi ha donato questa esperienza di "evangelizzazione di strada".
Devo dire che sin dall'inizio questa esperienza mi ha incuriosito, il fatto di diffondere la parola di Dio è stata sempre una mia volontà poiché la consapevolezza di un Amore così grande, quello di "nostro Signore" non si può tenere per sé ma si deve condividere con tutti, soprattutto con le persone che si sentono sole e "perse".
Nella fase iniziale di preparazione ero piena di entusiasmo, poi piano piano ha iniziato a maturare anche una piccola paura di non poter affrontare determinate situazioni (ad esempio l'impossibilità di poter affrontare persone ostili e fredde) che invece si è scemata subito dal contatto con le persone per strada...
Le schede forniteci e le parole dei ragazzi che hanno condiviso con me questa esperienza mi hanno dato tanta forza. E' stato veramente bello unirsi in preghiera prima di fare l'esperienza, trovarsi per i ritagli dei bigliettini che poi avremmo distribuito. Uno scopo ci ha unito tutti: trasmettere la gioia e la speranza di Vita, in un'unica parola "Dio".

E' stato bellissimo vedere i volti di alcune persone che se anche apparentemente di corsa o scocciati, poi si fermavano a riflettere su quello che gli si diceva. Un signore ad esempio è rimasto stupito che qualcuno gli desse un dono e gli "dicesse che è un dono", queste le sue testuali parole: "Dici a me? E' proprio per me? Grazie...grazie!"
Una ragazza mi ha detto in prima battuta che lei non credeva in Dio e che quindi non gli interessava. Io ho notato i suoi occhi sofferenti e ho provato a dirle che il Signore ci ama tutti indifferentemente e che la capivo perché le sofferenze sono dure da sopportare. A lei ho raccontato un po’ della mia sofferenza personale e le ho detto con tutto il mio cuore che se ne può uscire poiché il Signore ci ama e ci aiuta tramite tante persone a noi vicine, l'importante è non perdere mai la speranza.
Alla fine mi ha ringraziato e si è commossa.
L'emozione più bella me l'ha donata una ragazza inglese. L'ho fermata come facevo con tutti donandole il bigliettino e notavo in lei curiosità ma era combattuta dalla fretta di andare a prendere il bus.
Dopo circa 5 minuti è tornata chiedendomi se ero disposta ancora ad accompagnarla in Chiesa poiché avrebbe avuto piacere di pregare...Mi sono sentita di lasciarle anche il mio contatto e-mail poiché mi ha confidato che non conosceva quasi nessuno a Bologna e i suoi occhi mi ispiravano tanta fiducia e speranza in Dio.

E' vero tante persone sono passate senza fermarsi o senza rispondere neppure al saluto ma penso che per quelle poche persone avvicinate ne è valsa comunque la pena!
Credo che tutte le parole e i gesti vissuti con le persone siano la prova tangibile che il Signore ci chiede di essere suoi strumenti per raggiungere tutti. Un insieme di persone che credono in una Speranza e in un Amore che dona il vero senso a questa Vita. Sicuramente un’esperienza da ripetere pur nella consapevolezza che noi possiamo evangelizzare tutti i giorni nel nostro quotidiano attraverso un sorriso, un buongiorno, un ciao detti a persone che vediamo in difficoltà o che sentiamo sole e abbandonate.
Vorrei concludere questo mio racconto con una frase che mi disse una ragazza di nome Maria a Pian del Voglio: La luce che esce dai nostri occhi rispecchia l'amore di nostro Signore che accogliamo nel nostro cuore!
Questa esperienza ha veramente arricchito la mia anima!
Grazie infinite!
Monica