
Il peccato è un'offesa che si fa a Dio, è un atto di ribellione, di disprezzo verso il proprio Padre, è come calpestare il suo infinito amore. E' ripetere il grido di Adamo, di Caino, di Giuda e di tutti i peccatori: non voglio più servire a te, non voglio osservare i tuoi comandamenti, voglio sfidare il tuo amore e la tua giustizia.
Ora comprendo il martirio di Pietro, di Giovanni e degli Apostoli; ora comprendo l'eroismo di tutti i Santi, ora non mi meraviglio più se un Domenico Savio, una Maria Goretti, un Domenico Zamberletti, un Guido de Fontgalland sono stati fedeli a un proposito preciso: "Meglio, molto meglio morire, che peccare".
Amico caro, sei forse tu in peccato?
Ebbene la misericordia di Dio ti attende, perché essa è infinita. Ti attende la Madre di misericordia, implorando il perdono dal suo Figlio.
Come Pietro. Ricordi cosa fece nell'ora della prova? Di fronte a una donna ebbe la debolezza di tradire il suo Maestro.
Ma, mentre Giuda, pentito, va dai suoi amici del Sinedrio ed è lasciato solo, disperato; Pietro, ci dice una seria tradizione, ricorre pentito a Maria: "Ho rinnegato il Cristo, il tuo Figlio; ho tradito colui che tanto amavo, che cosa devo fare?". "Vai, chiedigli perdono, mio Figlio è misericordia, ti perdonerà".
E Pietro va. Lo sguardo del Signore si incontra con il suo. Pietro comprende che è stato perdonato. Un pianto di dolore, di fiducia e pentimento gli darà il coraggio di seguire ancora Cristo, di diventare il suo vicario in terra, il capo della Chiesa. La Chiesa di Cristo che ci parla, ci guida e ci perdona.