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Figlie del lustrascarpe

È un lavoro come tanti qui in Bolivia, ci si deve arrangiare senza fare troppe storie, importante è avere alla fine della giornata quei quattro soldi per comprare da mangiare il giorno sucessivo.

Un lustrascarpe

Passando per le piazze delle città e dei paesi, assieme ai venditori di giornali, di bevande casereccie, caramelle e lecca lecca, ci sono anche loro, i lustrascarpe.
Nella piazza principale di Santa Cruz poi il tutto è organizzato "dall'alto", una vera impresa, con relative seggiole, posti fissi, autorizzazioni, uniforme ... sono in tanti i lustrascarpe, uomini di ogni età ma soprattutto adulti, nei paesini invece sono i bambini ad avere questo "privilegio".

Da tempo Leonzio, 50 anni, fa parte della più famosa piazza cruzeña, all'ombra della Cattedrale, mattina e pomeriggio, aspettando che passino scarpe sporche, impolverate, bisognose delle sue mani grandi.
Non so se si ritenga fortunato o meno, umiliato o meno, rassegnato o meno, certo non ha molte alternative di lavoro, si guadagna una miseria ma almeno è sicuro. Con lui spesso ci sono la moglie e le due bambine più piccole, Virginia (8 anni) e Maria Heidy (5 anni) e, adesso c'è anche lui, il bebè, non gli hanno ancora dato il nome ma lui è già nato da qualche mese e si fa sentire.
Gli altri 4 figli più grandi rimangono a casa o a scuola, aspettando che il papà torni con qualcosa da mettere sotto i denti.

 

Passo un giorno per la piazza e sento chiamare: "madre, madre", sono le due piccoline, si ricordano di me perchè la famiglia riceve aiuto attraverso il nostro servizio sociale; mi corrono incontro e mi fanno una gran festa. "Madre Lucia, allí está nuestro papà, trabajando, yo soy Virginia y ella es Maria" (li c'è nostro papà lavorando, io sono Virginia e lei è Maria).

Una mamma con il bambino

Certo che mi ricordavo di loro e del loro papà, però non sapevo che avrei incontrato anche la mamma e il bebè .... un nuovo arrivato, li, disteso su una panchina. Inizia presto a conoscere la piazza ...
Anche le due piccoline spesso fanno compagnia a Leonzio, a loro che importa del lavoro del papà, è il loro papà punto e basta e ne sono orgogliose.
Essendo una giornata piuttosto calda invito le mie due amichette a una gelateria li vicino, le persone sedute comodamente ai tavolini le squadravano da testa a piedi (scalzi naturalmente), ma loro non se ne sono certo accorte, quel gelato era quello che sognavano da tempo.
Quante scarpe bisogna lustrare per comprare due gelati?
Se lo sarà chiesto il lustrascarpe, forse, penso di sì.

E mi dicevo: quello che importa in fondo è che la famiglia sia unita, che stiano in una casa misera o in una piazza, stanno insieme, si vogliono bene, sono più ricchi di quello che pensano, hanno il tesoro più grande, l'amore.
Quante persone ricche, manager famosi, gente con titoli e lauree a non finire, soffrono di solitudine, sono incapaci di accogliere e donare affetto, di piccoli gesti che riempiono di gioia semplice la vita. Meglio pulire le scarpe con tutta la famiglia che essere ricco da solo.
Eppure c'è qualcuno che non la pensa così.

 

Lucia Catalano
kolbecbba@yahoo.com

 

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