
Da 1000 metri di altezza Bolivia ti sembra ancora più affascinante e misteriosa.
Dall'aereo che mi stava riportando nella tierra amada (n.d.r.: Lucia torna in Bolivia dopo un anno di permanenza in Italia), con il naso appiccicato al finestrino, scrutavo ogni piccolo particolare, sentivo gli occhi sorridere quando mi sembrava di riconoscerne l'identità : quel fiume, quelle palme, le coltivazioni di canna da zucchero, le prime case vicino alla città di Santa Cruz.
Un frullato di sentimenti lasciati scorrere come un fiume in piena, emozioni che si provano mica tante volte nella vita, come il rivedere dopo tanti anni un amico, sentire il profumo della propria terra nativa, come una festa in famiglia con i sapori dell'infanzia.
Un atterraggio carico di attesa, timore, gioia di vivere e voglia di essere missionaria sempre più, con tutta me stessa. E mi sembra di tornare indietro nel tempo, mi sembra di essere sempre stata qui se non fosse ancora per una costante, leggera nostalgia di mari e cieli italiani.
"Madre, e tornata dawero?". "Questa volta si ferma di più?". "Grazie per stare qui con noi!".
Nuovi abbracci, baci di bambini cresciuti sotto il sole e la polvere, volti segnati, silenziosi, che ti guardano dentro alla ricerca del segreto del tuo esserci.
"Estoy aqui para ti, sono qui per te!. Dio che ti ama all'infinito non ti ha dimenticato, sono qui per dirtelo".
Tutto questo in un semplice incrocio di sguardi, in una stretta di mano.

Prendo la bicicletta, ripercorro strade malconcie, piene di ricordi, di orme lasciate, incancellabili. E arrivo lì, dove la miseria e il dolore sono di casa, dove le persone si mescolano con il fango lasciando pezzetti di vita in quei mattoni, miraggio di case dove poter crescere i figli con dignità , dove poter riposare e sognare.
Mi sento commuovere ritrovando quel piccolo altarino con la statua della Madonna, lei, fedele fino in fondo, era rimasta, più forte del vento, delle pioggie, delle stagioni.
Sembra trovarsi a suo agio meglio che nei grandi santuari, accanto ai suoi figli più piccoli, crocifissi da ingiustizie e indifferenza, lei, ancora, sotto la croce con gli occhi pieni di speranza in una risurrezione che aspetta solo l'ultimo respiro.
"Ave Maria": per loro, per Bolivia, per il mondo intero,
nel Suo cuore c'è sempre posto,
non si è mai visto il cartello "tutto esaurito",
di questo ne sono certa.
"Ave Maria": fa che possiamo amare alla tua maniera,
aiutaci a scommettere sulla carità ,
fa che i continenti diventino più vicini,
fino ad abbracciarsi nella tenerezza e solidarietà ,
fino a sentirsi uno in Colui che ci ha pensati così
e non si stanca di crederci per I'eternità .
Con cariño.
Lucia Catalano
kolbecbba@yahoo.com
Vuoi sostenere la nostra opera di evangelizzazione?
FAI UNA DONAZIONE!
INVIA LA TUA OFFERTA su C/C postale n. 27845403 o su C/C bancario n. 3106757 (IBAN: IT 57 V 02008 02480 000003106757 presso Unicredit Banca - Filiale di Bologna via Rizzoli) entrambi intestati a: Missionarie dell'Immacolata Padre Kolbe, viale Giovanni XXIII, 19 - 40037 Sasso Marconi BO, specificando nella causale "Aiuto alle missioni"