Consacrarsi a Maria non significa solo affidarsi alle sue cure, ma condividere la sua missione
Sembra un’affermazione grossa… facciamo già fatica a credere di non essere soli.
L’Immacolata… mi aiuterà veramente?
Vivere è così difficile… il futuro, per sua definizione, è pieno di incognite.
Si può chiedere a un giovane, di questi tempi, di essere missionario?
L’Immacolata non è una matrigna, ma nostra Madre: se ci chiede qualcosa, prima di tutto è per il nostro bene. Una mamma sa che il suo bambino avrà bisogno, con l’andare del tempo, di imparare a mangiare cibi solidi: non lo allatta mica per tutta la vita! E sa pure che deve imparare a camminare, anche se all’inizio si scorticherà le ginocchia. “Tagliare il cordone ombelicale” costa un po’, ma… il figlio non è un’appendice, è una persona.
Prendiamo, ad esempio, il racconto evangelico delle nozze di Cana.

Dunque, dov’era…Ah, eccolo qui: dal vangelo secondo Giovanni, proprio all’inizio del capitolo 2. Sembra quasi che Gesù e sua madre litighino. Maria si rende conto che è finito il vino. Siamo a una festa di nozze: che figuraccia, poveri sposi!
Ma Lei si impietosisce e chiede aiuto a Gesù. Lo fa con delicatezza, ma anche con decisione.
Lui sembra non volerne sapere: «Che c’è fra me e te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». Che vuol dire: «Mamma, ma mi hai scambiato per un prestigiatore? Guarda che la mia missione è una cosa seria! Resta al tuo posto!». Lei la missione di Gesù l’ha capita benissimo, è per questo che non cede e dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Dunque, dov’era…Ah, eccolo qui: dal vangelo secondo Giovanni, proprio all’inizio del capitolo 2. Sembra quasi che Gesù e sua madre litighino. Maria si rende conto che è finito il vino. Siamo a una festa di nozze: che figuraccia, poveri sposi!
Ma Lei si impietosisce e chiede aiuto a Gesù. Lo fa con delicatezza, ma anche con decisione.
Lui sembra non volerne sapere: «Che c’è fra me e te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». Che vuol dire: «Mamma, ma mi hai scambiato per un prestigiatore? Guarda che la mia missione è una cosa seria! Resta al tuo posto!». Lei la missione di Gesù l’ha capita benissimo, è per questo che non cede e dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».

È la frase più bella di tutto il Vangelo.
«Sentite, adesso vi chiederà sicuramente qualcosa di assurdo, perché Dio fa così e io l’ho imparato a mie spese! Ma voi fidatevi, come ho fatto io per tutta la vita…».
Gesù di fronte a questa fede si commuove.
Di fronte a sua Madre, una donna così capace di amare da accorgersi del minimo disagio, così piena di fiducia in un Figlio che sa di non possedere, nel quale riconosce un mistero più grande…
E va a finire che è proprio la Madre a “buttarlo fuori dal nido”, invitandolo a dare inizio all’annuncio del Vangelo!
Ecco, Maria dice a noi la stessa cosa:
«Fate quello che egli vi dirà. E se vi chiederà cose impossibili, non abbiate paura: io vi sono accanto… non scoraggiatevi: ricordatevi che la vostra vita è una festa di nozze!
Forse il vino l’avete finito da un pezzo, vero? Ma a Lui niente è impossibile… Certo, il suo amore è esigente.
Credete che non lo sappia? Una volta, vicino a Gerusalemme, pretendeva da un fico che gli desse frutti a inizio primavera… Al cieco di Gerico, che lo chiamava urlando, ordinò di darsi una mossa e camminare fino a lui. Alla Cananea, che lo chiamava in soccorso della sua bambina, non rispose neanche una parola. Ma non perdetevi d’animo, siate voi a sorprenderlo, come ho fatto io a Cana: chiedetegli cose impossibili! Non chiedetegli di fare il prestigiatore. Superare esami senza aver studiato, perdere 6 chili in un mese, rappacificarvi con il/la fidanzato/a… Puntate più in alto. Chiedetegli il “vino” che manca alla vostra vita, chiedetegli di darvi un senso, chiedetegli il fuoco della missione… tutto il resto, se necessario, vi sarà dato in aggiunta!».
Denise