“L’uomo che camminò su un arcobaleno” è il titolo di questo spettacolo teatrale che parte dalle vicissitudini storiche di padre Massimiliano Kolbe, morto nel campo di concentramento di Auschwitz, per poi proporre delle riflessioni di carattere più generale sui sistemi concentrazionari, in particolar modo nazisti, che hanno funestato il secolo appena trascorso.
Perché una scelta simile?
Lo spettacolo è nato dall’idea di dare voce ad un grido che sentivamo nel camminare con i giovani; nell’ascoltare la mancanza di gioia, di speranza, di amore; dal desiderio di trovare qualcuno che potesse dare loro qualche certezza. Qualcuno che potesse aiutarli a non far morire i loro sogni, quei sogni che poi alloggiano nel cuore di tutti. Qualcuno che potesse rendere libero l’amore che vive in ogni cuore.