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Umiltà

 

Umiltà - Amore - Sofferenza

Questi sono gli ultimi insegnamenti di Massimiliano Kolbe ai suoi frati.  Queste riflessioni ci possono aiutare in questo tempo quaresimale in cui il Signore ci chiama a seguirlo sulla via della croce
Dio ascolta tutti i desideri e le preghiere del credente che Lo ama sinceramente. L’umiltà è il fondamento di tutte le virtù. Quando non c’è l’umiltà, tutte le altre virtù si atrofizzano presto. La via più efficace per servire l’Immacolata è quella di riconoscere chi Lei è umilmente e di riconoscere la nostra indegnità. Nella storia del nostro Ordine, quei francescani che hanno perseverato più degli altri hanno dimostrato una grande umiltà. Se ci manca l’umiltà, invochiamo l’Immacolata, che ci procurerà questa virtù. Se noi ci affidiamo con convinzione a lei, Ella distruggerà l’orgoglio che c’è in noi.
Il vero amore per il prossimo non cerca il proprio profitto, ma solo il beneficio dell’altro. Quanto più impariamo ad amare l’Immacolata, tanto più ci amiamo a vicenda. Questo è l’amore che ci permette di vincere. La disposizione a perdonare viene dalla grazia ed è in armonia col comandamento dell’amore. Grazie all’amore per l’Immacolata, divento capace di perdonare sempre e completamente. Quando l’amore per l’Immacolata cessa, svanisce anche il nostro amore reciproco. L’Immacolata vuole che conserviamo l’armonia dell’amore. Cari figlioli, se sulla terra viviamo nell’amore, stiamo già pregustando il cielo. Le cose di questo mondo passeranno; anche la fede e la speranza alla fine termineranno, ma l’amore rimane per sempre. Con l’amore entreremo nella vita eterna, e in Cielo, alla presenza dell’Immacolata, l’amore sarà purificato e portato al suo grado più alto.
Spesso l’amore e la sofferenza vanno insieme. Chi ama è vulnerabile. Il grande amore che l’Immacolata ha nutrito per il suo Figlio le ha procurato una grande sofferenza sotto la croce. I santi non potevano immaginare la loro vita separata dalla sofferenza. Soffrire per amore, nutre l’amore. Cercare di evitare le croci, le mortificazioni e le sofferenze non porta alla felicità. Chi però soffre consapevolmente per amore avrà l’animo appagato. Sono i momenti di sofferenza e le croci che procurano all’anima i meriti più preziosi. Se Dio ha stabilito per noi un sentiero di sofferenza e se la nostra anima deve attraversare un sentiero doloroso, gioiamo e siamo certi che Egli ci procurerà una purificazione spirituale. Poiché la punizione del purgatorio è lunga e severa, Dio dimostra un amore speciale a coloro che egli purifica in questa vita. L’accettazione volontaria delle croci in questa vita è ricambiata da una più grande gioia in cielo. Quanto più un credente, con l’aiuto della grazia di Dio, esercita una fede genuina, tanto più pesante è la croce che Egli mette sulle sue spalle affinché il fedele rifletta il suo Signore crocifisso nel suo cammino di fede. Accumuliamo grazie divine perseverando anche nella tristezza, nella fatica, nella sofferenza, nella persecuzione, nelle cadute, nell’abbandono e nelle derisioni; e come Gesù sulla croce preghiamo per tutti, sforzandoci con tutti i mezzi possibili di portare gli uomini a Dio attraverso l’Immacolata. La sofferenza e il sacrificio sono la prova dell’amore. Quando l’amore penetra il nostro intimo, i sacrifici diventano necessari all’anima. La gioia spirituale nasce dal sacrificio. Ricordate, l’amore vive e si nutre di sacrificio.
Le croci ci possono assalire, ma la grazia di Dio, che ha riscaldato i nostri cuori, li infiammerà con tanto amore che noi bruceremo dal desiderio di soffrire illimitatamente, di essere umiliati, di essere derisi e abbandonati. In questo modo dimostreremo come amiamo il Padre e il nostro miglior amico Gesù Cristo e la sua carissima Madre immacolata, poiché la sofferenza è la scuola dell’amore. San Giovanni della Croce ha scritto: «Noi facciamo esperienza dell’amore quando portiamo l’amore là dove non esiste».
(Dagli appunti di fra  Gerolamo segretario personale di Padre Massimiliano Kolbe e altri frati, questi furono i punti che san Massimiliano presentò nella sua riflessione. Non esiste documentazione. Ho ricostruito la meditazione sulla base di quanto mi è stato riferito e di quanto conosciamo dell’insegnamento di san Massimiliano - C. R. Foster)

 

Umiltà, virtù fondamentale

Ringrazio di tutto cuore coloro che mi hanno augurato soprattutto ciò che l'Immacolata vuole da me e non viceversa, che "io mi affatichi per la nostra amata Mammina", che "io sia uno strumento docile per realizzare quanto Ella desidera e non ostacoli mai le Sue intenzioni, come pure che io non faccia mai nulla contro la fondamentale virtù dell'umiltà", che "io possa consumare le mie energie ed essere, per Maria, disprezzato come una scopa", "che io possa ottenere il sorriso dell'Immacolata", "la conquista del mondo intero a Lei". (SK 286)

 

L'autentica umiltà

L'autentica umiltà consiste nel...
- evitare, fuggire gli onori,
- nascondere le grazie divine,
- umiliare se stessi, esaltare DIO come conviene
(SK 987)

 

Umiltà perfetta

È umiltà perfetta:
- guardarsi da tutte quelle parole che possono attirarci la gloria, la stima e l'apprezzamento degli altri,
- accettare volentieri ogni occasione di umiliazione,
- accettare le occasioni di disprezzo e di umiliazione prima con pazienza, poi volentieri, senza
difficoltà, alla fine con gioia. (SK 969)

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