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Dentro al Suo abbraccio

il gruppo dell'evangelizzazione

I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le mie vie non sono le vostre vie”.
Stupore è la parola che mi ha accompagnato al mio rientro a casa dopo l’esperienza di preghiera ed annuncio fatta a Borgonuovo (Bo).
Lì ho trovato… un dono inatteso... che mi serviva per proseguire il mio cammino.
Sono andata lì per conoscere meglio Maria, perchè mi indicasse Lei la strada da percorrere e mi aiutasse a conoscermi.
Sono arrivata lì piena di dubbi e molto sfiduciata (mi sentivo incapace di fare del bene), soprattutto desideravo ritrovare un dialogo con Dio, che sempre è stato nella mia vita una delle poche certezze. Ho fiducia solo in me ed io mi conosco: sono distratta, testarda e attaccata ai miei progetti. So di aver bisogno d’aiuto e decido fin dall’inizio di fare assegnamento su quelli che conosco e che faranno con me questa esperienza.
Facile… visto che sono molto riservata e i partecipanti li vedo per la prima volta.
Ma una novità mi tocca interiormente e fa eco nel mio cuore una frase: “Rallegrati Maria, sono venuto a portarti un dono.

 

Durante quei giorni Maria mi invita con discrezione a prenderla con me, per occuparsi della mia vita, per condurmi a Gesù, per colmare in me le mie imperfezioni, per portarmi nella mia debolezza. La Consacrazione all’Immacolata è decidere di fidarmi di Lei e non solo di me stessa, decidere di vivere d’ora in poi la mia vita dentro al suo abbraccio. Ora ripongo dunque in Lei la mia fiducia. La Consacrazione è prima di tutto un dono che poi richiede la nostra risposta. Ho capito che la mia resistenza ed incredulità spesso mi impediscono di volare. E se voglio che la grazia passi (per me e di riflesso per tutti quelli che incontro nel mio cammino) devo spogliarmi a fatica di me stessa, perdere il “mio” disegno su di me e lasciare a Dio carta bianca. Accettando anche le cose non gradite, senza se e senza ma, perché rientrano in un Bene più grande per noi e per gli altri, che si svelerà solo in Paradiso.

Alessandra in compagnia

Dio non smette di stupire

Questo vale in ogni momento della giornata, quando vorremmo fare una cosa ma l’attimo presente ci chiama a qualcosa di diverso, ad esempio quando sopraggiunge una telefonata mentre siamo impegnati in un lavoro, o abbiamo accanto una persona che vuole essere ascoltata davvero e avremmo solo voglia di farci i fatti nostri perché magari siamo tristi, per qualcosa che non va secondo le nostre aspettative. Naturalmente nel vivere questo distacco da noi stessi, Dio non smette di stupire e ha per noi ogni giorno mille sorprese e attenzioni di tenerezza. Ci vorrà anche tutta la vita per arrivarci, ma ho sperimentato qualche volta che “perdendo” per amore di Lui e di Lui nel prossimo, ritorno nella gioia e lascio anche che Maria operi in me.
Mi colpisce che attraverso di noi Maria tocca i cuori e genera Gesù nelle anime che incontriamo. Quale cosa più bella dunque che rivivere noi l’amore per ritrovarlo uguale nel cuore delle persone e far sentire loro il richiamo alla vera Vita che è Gesù. E’ la grazia di Dio in noi che lo permette.

Ora che sono a casa sento di custodire quello spazio interiore che con fatica sto ritrovando nella preghiera perché è per me una vera casa e al contempo una guida nelle decisioni da prendere.

 

Alessandra

 
Buio

Attraversare il buio che viene dalle difficoltà della vita

Per me sono stati giorni particolarmente intensi quelli passati al cenacolo: i momenti di preghiera e di riflessione si sono succeduti uno dopo l’altro lasciando ciascuno un ricordo ed un segno particolari che porto ancora con me. Li ho sentiti come momenti per riflettere, per attraversare il buio che viene dalle difficoltà della vita di tutti i giorni e per stare un po’ più vicino alla fonte di Chi mi dona tanta pace.
L’esperienza di evangelizzazione è stata la parte per me più emozionante e toccante: ho avuto la possibilità di trasmettere fuori dal cenacolo, a persone sconosciute, il sentimento che mi stava attraversando in quei giorni; superata la timidezza dei primi momenti veniva spontaneo aprirsi agli altri per farli partecipi, tramite piccoli gesti di offerta, della speranza che mi stava animando.
Da molto non mi capitava di condividere con un gruppo di persone un sentimento comune così importante e forte, tant’è che avrei voluto ci fosse stato più tempo per conoscere meglio le persone che mi erano così vicino.
Ci siamo lasciati con la bellissima promessa di starci accanto innanzitutto con la preghiera e di portare nella nostra realtà quotidiana quello che abbiamo sentito e vissuto.

 

Tommaso