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L'uomo

 

Irradiava bontà

"Andavo a trovarlo tutte le volte che ero a Teresin e trascorrevo tre o quattro ore con lui, perché mi affascinava, irradiava bontà. Ognuno, penso, sentiva di essere felice per il solo fatto di essere con lui. Si sentiva che pensava pochissimo a se stesso, che faceva sempre delle rinunce. Ma non era un uomo triste. Tutt'altro! Era un uomo allegro. Non so dire quale fosse il suo titolo, ma non cercava mai di fare colpo. Se mai è esistito un uomo che non aveva orgoglio, quello è stato Padre Massimiliano. La sua amicizia era una benedizione."
(Principe Giovanni Drucki-lubecki, donatore del terreno su cui sorge Niepokalanów la città-convento fondata da San Massimiliano Kolbe)

 

La vetta più alta dell'amore

Fu uno shock enorme per tutto il campo, ci rendemmo conto che qualcuno tra di noi, in quella oscura notte spirituale dell'anima, aveva innalzato la misura dell'amore fino alla vetta più alta. Uno sconosciuto, uno come tutti, torturato e privato del nome e della condizione sociale, si era prestato ad una morte orribile per salvare qualcuno che non era neanche suo parente. Migliaia di prigionieri si convinsero che il mondo continuava ad esistere e che i nostri torturatori non potevano distruggerlo. Più di un individuo cominciò a cercare questa verità dentro di sé, a trovarla e a condividerla con gli altri compagni del campo. Dire che padre Kolbe morì per uno di noi o per la famiglia di quella persona sarebbe riduttivo. La sua morte fu la salvezza di migliaia di vite umane. E in questo, potrei dire, sta la grandezza di quella morte. E finché vivremo, noi che eravamo ad Auschwitz, piegheremo la nostra testa in memoria di quello che è accaduto. Quella fu una scossa che ci restituì l'ottimismo, che ci rigenerò e ci diede forza; rimanemmo ammutoliti dal suo gesto, che divenne per noi una potentissima esplosione di luce capace di illuminare l'oscura notte del campo...". 
(Giorgio Bielecki, prigioniero ad Auschwitz)

 
 

Viveva in una gioia costante

Si recava molte volte al giorno da gesù eucarestia, al tabernacolo. Diceva: "Qui sta la nostra forza, qui è la nostra sorgente di santificazione". Il frutto di questa intensa vita spirituale si manifestava con una gioia costante. Quando le cose a Niepokalanów andavano bene, gioiva con ognuno di noi e ringraziava con tutto il cuore l'Immacolata per le grazie ricevute attraverso la sua intercessione. Quando le cose andavano male, era felice lo stesso e diceva sempre: "Perché dovremmo essere tristi? Non sa forse l'Immacolata tutto quello che sta succedendo?" E la vita di padre Massimiliano, nonostante le sofferenze e le molte difficoltà, era come irradiata da un'atmosfera di gioia".
(Fra' Luca Kuskba, compagno di Padre Kolbe a Niepokalanow)

 

Non cadeva mai nello sconforto

Nelle difficoltà non si abbatteva mai, non cadeva mai nello sconforto; con gioia diceva: "la prossima volta andrà meglio". Sono convinto che questa sua capacità venisse dalla sua profonda fiducia nella Madre di Dio.
Quando era provato nel corpo e nello spirito, non lo faceva mai vedere, si controllava perfettamente. Potrei dire che era eroico. Notavo anche come, per prepararsi spiritualmente, distribuiva qualche volta la sua razione di frutta agli altri ed io sapevo che gli piaceva moltissimo. Spesso diceva che desiderava consacrare tutta la sua vita ad un grande ideale, ma non specificava quale.
(Ladislao Dubaniowski, suo compagno di classe)