
Nell’ottobre del 1923 Padre Massimiliano Kolbe ricorda, con parole semplici e toccanti, il giorno in cui nacque la Milizia dell’Immacolata. Era il 16 ottobre 1917: “il sole autunnale stava avvicinandosi in fretta all’orizzonte e Roma si immergeva sempre più nelle tenebre che la circondavano difendendosi da esse con centinaia e migliaia di lampade accese. Nel Collegio Internazionale dei Padri Francescani alcuni giovani religiosi penetrano quasi furtivamente in una cella”.
Sono sette: tre già sacerdoti e gli altri quattro più o meno vicini all’ordinazione sacerdotale. Si riuniscono attorno ad un tavolo, sul quale hanno posto una bella statuetta dell’Immacolata tra due candele accese.
Che cosa hanno nel cuore questi giovani? Lo dice Massimiliano Kolbe:”Sui volti di tutti si riflette la serenità, la fiducia e n amore pronto a sacrificarsi per la salvezza delle anime attraverso l’Immacolata”.
Sono parole meravigliose: “un amore pronto a sacrificarsi per la salvezza delle anime attraverso l’Immacolata”.
Dobbiamo ritornare a questo fervore, a questa fede senza incrostazioni, a questa passione coraggiosamente missionaria.
Oggi facciamo programmi articolati, stampiamo libri eruditi, studiamo la strategia della missione dopo aver fatto indagini e rilevamenti sociologici. Tutto giusto. Ma se manca il fuoco del cuore, se manca l’amore per Gesù e per Maria…i programmi e i libri rimangono nelle biblioteche, ma non salvano le anime.
Dobbiamo metterci in testa che la missione c’è, se ci sono i missionari; e dobbiamo ugualmente metterci bene in testa che i missionari siamo noi: noi possiamo essere o il problema o la risorsa della Chiesa.
Che cosa spinge i sette giovani francescani a fondare la Milizia dell’Immacolata? E’ ancora Massimiliano Kolbe che ci risponde: ”L’occasione che portò alla fondazione della Milizia dell’Immacolata furono le dimostrazioni sempre più provocatorie che la massoneria italiana inscenava contro la Chiesa, nella stessa città di Roma: ad esempio inalberava le proprie bandiere davanti alla finestra del vaticano (=del Papa), sventolava uno stendardo sul quale era raffigurato l’arcangelo Michele sotto i piedi di Lucifero)". Sfida terribile!
Ma oggi accadono cose peggiori: esiste e si sta diffondendo il culto di satana, cioè il gusto e la difesa entusiasta della cattiveria e della trasgressione, esiste e si sta diffondendo una mentalità che rifiuta ogni regola morale e pretende di mettersi al posto di Dio, stabilendo in modo autonomo le regole stesse della vita.
Ho letto recentemente queste allucinanti parole: “L’uomo non è fatto ad immagine di nessuno. Sta a lui decidere a chi vuole rassomigliare” E’ paradossale: l’uomo oggi sta scoprendo l’ecologia , cioè si sta accorgendo che la natura ha delle precise regole e, se non vengono rispettate, la natura diventa invivibile e aggressiva. Tutto questo viene accertato per l’ambiente fisico, mentre non si vuole ammettere che le regole di vita ci debbano essere anche per l’ambiente spirituale dell’uomo. Questa situazione è drammatica ed è già stata bollata dai profeti, i quali hanno coraggiosamente affermato che se l’uomo vuol far da Dio senza essere Dio, precipita e si distrugge.
Riguardo al tentativo di prendere il posto di Dio (che nella storia continuamente si ripete), così scrive Isaia: “Tu pensavi: salirò in cielo, sulle stelle di Dio; innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione.
Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’altissimo. E invece sei stato precipitato negli inferi, nella profondità dell’abisso!Tu sei.. come una carogna calpestata” (IS, 14, 13-38).
Quante volte è accaduto …nel secolo scorso e anche ai nostri giorni: aprite gli occhi.
E Geremia, con linguaggio efficacissimo, aggiunge,:”Quale ingiustizia trovarono in me i vostri padri per allontanarsi da me? Essi seguirono ciò che è vano (=vuoto)” (Ger 2,5). Noi sappiamo che l’allontanamento da Dio distrugge l’umanità, perché l’uomo non può vivere senza Dio. Però l’attuale situazione della società non deve scoraggiarsi, ma spronarci; non dobbiamo semplicemente condannare il male, ma dobbiamo moltiplicare il bene: è necessaria un’ondata di santità, una fortuna di apostoli, una inondazione di preghiera e di zelo missionario accompagnato da esempi di vita autenticamente evangelica. E per questo è nata la Milizia dell’Immacolata: per questo deve continuare a rinascere.
Seguiamo ancora il racconto di Massimiliano Kolbe: Memori della deliberazione della massoneria (che oggi si identifica con tutti i progetti di sfaldamento della moralità e della dignità della persona umana e della famiglia), memori della deliberazione: “Noi potremo vincere la religione cattolica non con il ragionamento, ma pervertendo i costumi, un gruppetto di giovani alunni del Collegio internazionale dei Francescani, a Roma, si propose di respingere gli attacchi contro la Chiesa e di aiutare le anime nella ricerca della strada che conduce a Dio, nell’opera di conversione e santificazione proprio mediante un rinnovamento dei costumi. La rilassatezza morale proviene principalmente da un infiacchimento della volontà. E chi è capace di irrobustire la debole volontà umana, se non Colei che è Immacolata fin dal primo istante della propria esistenza, la Madre della grazia divina? Perciò, durante la prima riunione della Milizia, avvenuto a Roma nell’anno 1917, fu stabilito il seguente programma: “impegnarsi, attraverso l’Immacolata, quali strumenti nella sua mano, nell’opera di conversione dei peccatori e di tutti coloro che ne hanno bisogno, e nell’opera di santificazione di tutti”.
Ecco il progetto della Milizia dell’Immacolata:
- convertire i peccatori, avvicinando a Gesù i lontani attraverso l’Immacolata
- partendo dalla propria santificazione attraverso l’Immacolata, perché soltanto chi vive il Vangelo è credibile e convincente nell’annuncio del Vangelo ai lontani.
Stasera noi poniamo sull’altare questi due impegni: la decisione coraggiosa di diventare santi, vivendo intensamente l’Eucarestia con l’adorazione quotidiana e con la confessione settimanale; e la decisione di diventare missionari nel nostro ambiente, raggiungendo persone lontane per avvicinarle a Gesù attraverso Maria: attraverso lo stile della sua umiltà e della sua letizia e della sua carità generosa e premurosa.
Massimiliano Kolbe ci liberi dalla tentazione delle parole vuote e delle discussioni sterili e dei litigi senza sbocco..per aprirci allo stile di Maria: lo stile del sì a Gesù, che diventa servizio umile di gioia del Magnificat.
Concludo con le parole meravigliose di Massimiliano Kolbe:
“L’Immacolata: ecco il nostro ideale. Avvicinarsi a Lei, renderci simili a Lei, permettere che Ella prenda possesso del nostro cuore e di tutto il nostro essere, che Ella viva e operi in noi e per mezzo nostro, che Ella stessa ami Dio con il nostro cuore, che noi apparteniamo a Lei senza alcuna restrizione: ecco il nostro ideale. Irradiare nell’ambiente, conquistare le anime a Lei, in modo tale che di fronte a Lei si aprano anche i cuori dei nostri vicini, affinché Ella estenda il proprio dominio nei cuori di tutti coloro che vivranno in qualunque momento storico, sino alla fine del mondo: ecco il nostro ideale. Inoltre, che la Sua vita si radiche sempre più in noi, di giorno in giorno, di ora in ora, di momento in momento, e ciò senza alcuna limitazione: ecco il nostro ideale. Ancora, che questa Sua vita si sviluppi nello stesso modo in ogni anima che esiste e esisterà in qualsiasi tempo: ecco il nostro caro ideale”.
Questo ideale è possibile! Vorrei che questo pensiero vi accompagni stasera e sempre: questo ideale è possibile attraverso l’Immacolata!.
(Roma 16 ottobre 2007. Omelia della Celebrazione Eucaristica di Mons. Angelo Comastri Presidente della Fabbrica di san Pietro – Vicario Generale di Sua Santità per la città del Vaticano).