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Un annuncio Imprudente

L’incontro è sempre un momento privilegiato perché ti mette di fronte all’altro. Chiunque esso sia, uno sconosciuto o un amico. L’incontro ti permette di guardare l’altro negli occhi, perché nonostante tutto, lo sguardo ci porta un po’ più in profondità, sposta la mia linea. Gli incontri possono essere di tanti tipi, alcuni possono cambiare il nostro modo di pensare o la nostra vita. Vi raccontiamo il nostro.

 
claudio e robby

Siamo stati ad un ritiro presso le Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe a Borgonuovo (Bo).
Il tema era “Evangelizzare attraverso i mezzi di comunicazione”.

L’esperienza ha visto nella sua fase introduttiva l’incontro con Claudio Imprudente, scrittore/giornalista, fondatore dell’Associazione “Il Calamaio”, presidente del “Centro Documentazione Handicap”.
Claudio non è una persona qualunque, ma una persona speciale: è su una sedia a rotelle, non parla e non si muove.
Entra guidato da Roberto…
Inizia l’incontro e i ruoli si invertono: Claudio ora guida Roberto.
A Roberto la parlantina non manca, lavorando anche in radio, ma non è questa per il momento che lo aiuta. Bensì l’intesa nata dai 2 anni di amicizia.
Claudio riesce a comunicare grazie all’ausilio di una lavagnetta trasparente, con sopra stampate le lettere dell’alfabeto che lui indica con gli occhi a Roberto, il quale, a sua volta, le legge formando le varie parole.
Qui di seguito riportiamo un brano tratto da uno dei suoi libri.

 

“…Voglio descrivere il mio cammino da quando ho preso coscienza di essere “Claudio con la disabilità” in una realtà che mi negava, a priori, la possibilità di essere felice. Mi sono detto: “Possibile che io sia nato per essere infelice? Non può essere così, ci deve pur essere qualcos’altro!”. Ho cercato delle risposte e le ho trovate guardando in me stesso: ho capito di essere una creatura umana prima che un diversabile. Ho scoperto un mondo immenso, il miracolo della vita, l’angoscia di dover morire e il mistero di questa contraddizione. Ho scoperto in me la vita, che poi ritrovo nell’universo intorno a me. Ho sentito la presenza di Dio, un Dio che mi ha dato la vita, che me l’ha donata con amore perché Egli stesso è amore. E la mia disabilità? Microscopica mancanza rispetto a tutto ciò che mi è stato donato…La menomazione incide su una delle mille potenzialità dell’essere umano, ma non toglie il fatto che comunque egli è, esiste, è vita, è essere umano. Evidentemente, la menomazione viene considerata una cosa gigantesca da chi vede di sé solo una minima parte: la contingenza esteriore. E chi la considera così grande, così importante da identificare un essere umano con quello che non può fare, nega di fatto la vita autentica anche a se stesso. Abbiamo costruito una società che ci allontana dal mistero della vita. Il mio ragionamento è arrivato solo a metà strada. Non è possibile vivere rimanendo in un angolo a contemplare il creato. E ritorno al mio corpo diversabile. Che c’è ed è qui con me. E in questa società rimane comunque un problema, un peso da portare, quindi è dolore. E’ anche diversità. Perché Dio mi ha dato la vita in un corpo diversabile? Perché Dio mi costringe ad essere diversità, e mi obbliga quindi ad affrontare tutti i problemi che questo comporta? Dio mi ha negato forse un po’ del suo amore? La risposta è in un uomo storicamente vissuto. Un uomo che la sua diversità l’ha pagata con la morte. Un uomo costretto ad affrontare con dolore questo problema che lo obbligava a seguire la via di un destino particolare. Anche fare miracoli è una diversità. Ti nega la felicità permessa a tutte le altre persone e ti costringe, volente o nolente, a cercarne una differente. Ti da una condizione esistenziale di solitudine, perché sei cercato solo per i tuoi prodigi, perché non hai altra possibilità che quella di andare avanti a tentoni da solo per cercare di comprendere perché ti siano state date le tue straordinarie capacità, al servizio di cosa e di chi metterle. Un ‘handicap’ rovesciato (…) infatti proprio per le sua diversità l’uomo è stato tradito, deriso, offeso e infine inchiodato ad una croce. Però dopo un momento di paura abissale in cui chiedeva al cielo: “Padre perché mi hai abbandonato?”, non comprendendo quindi ciò che stava succedendo, ha trovato la forza di dire: “Padre ti affido il mio spirito”, accettando e riconoscendo così la sfera divina. Questo essere umano era Gesù Cristo. Il suo messaggio non era soffrire, ma amare. Amare tutto ciò che è, semplicemente perché è, quindi anche la sofferenza le difficoltà e i problemi. Questo è l’unico modo per non sfuggire la sofferenza: vederla con gli occhi Suoi, quindi prima di tutto come un atto d’amore, un modo unico di avermi creato e, quindi, un modo unico per potermi parlare… una collaborazione particolare. Ancora una volta torno a me stesso, a questo mio corpo diversabile, colpito da una menomazione, ma comunque espressione di vita proprio perché è – e non benché sia – fatto così. E, finalmente, lo guardo con amore. E’ ciò che sono, è la mia storia, è ciò che Dio mi ha dato con amore. Niente è eliminabile dal mio passato, e tutto porta a ciò che sono. La diversità mi ha messo in discussione. E voi, avete voglia di mettervi in discussione con me?” 
(Tratto dal libro "Una vita imprudente. Percorsi di un diversabile in un contesto di fiducia" di Claudio Imprudente)

 

L’Incontro e i suoi spunti

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1. Ci sono diversi modi di comunicare, non esiste solo la voce, Claudio ci ha fatto sperimentare con alcuni esercizi che la comunicazione è efficace se ha alcune caratteristiche fondamentali: relazione, fiducia, ascolto e rapporto alla pari.

2. Ogni incontro con l’altro ci chiede di metterci in gioco: la felicità sta nel superare i nostri limiti o almeno nel provare a superarli

3. I pregiudizi di qualsiasi genere sono come barriere che impediscono di conoscersi e che si possono abbattere con la conoscenza. 

 

Evoluzione della comunicazione

Guardando la lavagnetta trasparente ci ritroviamo a pensare come la comunicazione tra noi piccole creature di Dio abbia subito evoluzioni o miglioramenti dal paleolitico ad oggi. Infatti si è passati dai primitivi gesti al linguaggio odierno oppure dalle pitture rupestri al blog.
Quindi l’uomo, dalla notte dei tempi, ha cercato di migliorare il modo di comunicare per renderlo sempre più efficace.

 

Impressioni

L’incontro ci porta a riflettere anche sul fatto che nonostante ci siano molte persone attorno a noi con problemi simili a quelli di Claudio, noi facciamo fatica a riconoscerle e a relazionarci con esse.

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Spesso si evitano preferendo mandarle in strutture che cercano invano di riprodurre un ambiente familiare di cui hanno bisogno, senza accorgersi che è proprio la relazione che manca.
 
Può essere faticoso relazionarsi con persone diversamente abili perché spesso utilizzano modi diversi per comunicare (in questo caso la Vista) ai quali non siamo abituati. Le impressioni di questo incontro speciale sono lo stupore per il modo di comunicare che hanno Roberto e Claudio. Ai nostri occhi sembra facile ma scopriamo subito che non lo è quando Claudio chiama un ragazzo al posto di Roberto. La conoscenza e la relazione che c’è fra Roberto e Claudio ci dimostra la bellezza della comunicazione con l’altro, il grande dono che è.
In noi nasce anche la curiosità di conoscere la sua vita e sapere se sia felice.
Ancora stupore quando Claudio ci risponde che è felice come noi, anzi di più.
Questo ci fa capire che la felicità non è irraggiungibile, è vicino a noi e noi spesso non ce ne accorgiamo.

L’insegnamento di Claudio si completa del fatto che ci dovremmo mettere più in gioco e dovremmo avere meno paura di quello che possono pensare gli altri. Anche se molte volte troviamo delle difficoltà nel comunicare con le altre persone dobbiamo cercare di non arrenderci.
Beh, alla fine dell’incontro Claudio era già una persona conosciuta e scopriamo che tutte quelle diversità che vedevi in lui prima non ci sono più e forse, anzi sicuramente, non ci sono mai state.

 
 

Non c’è dubbio questo incontro ha cambiato per sempre la nostra vita e il nostro modo di comunicare, anzi lo ha reso davvero IMPRUDENTE!

I ragazzi del "laboratorio internet"

 

Di seguito riportiamo anche il lavoro prodotto dal laboratorio della scrittura