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25° anni di presenza negli Stati Uniti

Un arrivo… in punta di piedi

Missionarie e Volontari negli Stati Uniti
Missionarie e Volontari negli USA

La cronaca della comunità di West Covina (California), negli Stati Uniti d’America, inizia qualche mese prima dell’ingresso delle prime due Missionarie dell’Immacolata - Padre Kolbe in questo Paese. Amelia, richiamata in Italia dopo aver avviato con Savina e Rita la missione in Argentina e averle generosamente donato quattordici anni di intenso lavoro missionario, si prepara ora a varcare di nuovo l’oceano, puntando, però, verso il nord dello stesso Continente.

Con il suo consueto spirito pratico, all’inizio di aprile 1983 annota: «L’inizio ufficiale della missione in California deve considerarsi il giorno in cui le prime Missionarie arriveranno in questa terra, ma già dal mese di aprile incomincia la preparazione immediata a tale missione». Seguono pagine e pagine di fedeli annotazioni che ci lasciano percepire la trepidazione e, al tempo stesso, la passione che l’hanno guidata in quei mesi di paziente e diligente preparazione.

Amelia non manca di allegare un ritaglio da Milizia Mariana, precisamente la pagina “Agli Amici”, in cui il nostro fondatore, padre Luigi Faccenda, condivideva con tutti gli amici e lettori la notizia di questa nuova apertura missionaria, la prima oltre oceano dopo la grande avventura di fede nella Pampa argentina. «Questa volta – annunciava il padre – c’è una gioia da comunicare; una gioia che da tempo andiamo preparando, da quando un padre della Niepokalanów americana (Marytown), passando da Bologna, esprimeva il desiderio che anche là, negli Stati Uniti, padre Kolbe portasse frutti abbondanti, come li sta portando ormai in tutto il mondo.

 
un gruppo di giovani
Incontro per i giovani

Da quel giorno il pensiero fu continuo perché la luce indicasse un segno, così come un segno fu presente, sempre, quando si trattò dei momenti più importanti nella vita dell’Istituto. E il segno venne, alla vigilia della canonizzazione del beato Massimiliano Kolbe. (…) Amelia è già arrivata, lasciando la comunità di Olavarria che si sta avviando verso una ricca fioritura; e dopo alcuni mesi, con la giovane aspirante Missionaria americana, Ann O’Donnell, partiranno verso la parte estrema degli Stati Uniti, ai confini con il Messico, per chiedere a Maria: “Cosa vuoi da noi?” E la risposta non sarà che questa: vivere, lavorare, soffrire e morire perché in tutti ritorni la pienezza di Maria, e con la sua pienezza e con la sua presenza la salvezza per l’umanità».

In molti altri dei suoi scritti e delle sue esortazioni, padre Luigi Faccenda puntualizzerà quello che sempre intuì come il motivo principale della nostra presenza e azione missionaria negli Stati Uniti: «Mostrare il vero volto di Cristo, della Vergine, della Chiesa e dell’uomo e… muoversi sempre in punta di piedi».

 
 

25 anni di storia missionaria

A distanza di venticinque anni, queste annotazioni e raccomandazioni paterne risuonano con la stessa forza e trovano un riscontro significativo nei frutti generosi della preghiera, del sacrificio e del lavoro di tutte le Missionarie che, dopo Ann e Amelia, hanno varcato lo stesso oceano e dedicato anni di servizio appassionato a questa terra, Chiesa e missione.

Scrive Rik Hernandez:

Circa ventuno anni fa, in settembre, entravo per la prima volta nella mia classe di catechismo non sapendo che, tra le altre cose, mi avrebbero introdotto a una spiritualità che, da quel giorno, ha influenzato profondamente tutta la mia vita. Mi guardo indietro e rifletto sul mio passato: la mia crescita nella fede, il tempo degli studi, la forza sperimentata alla morte della mia mamma, la scoperta della mia vocazione, l’incontro con colei che sarebbe diventata mia moglie, l’educazione dei miei figli… sono tutte grazie ricevute attraverso la mia conoscenza e collaborazione con le Missionarie della “missione” in West Covina.
Sono certo che la mia esperienza non è la sola… Molti potrebbero senza indugio raccontare tanti episodi in cui la Madonna ci ha mostrato chiaramente la volontà di Dio attraverso l’umile servizio delle Missionarie. Quanti hanno pregato, riso, pianto, cantato e giocato presso il loro Centro… L’hanno intitolato “Spes Nostra”, “Speranza nostra”: non ho alcun dubbio che in tutti questi anni sia stato per molti un segno stabile di speranza e dell’amore dell’Immacolata per ciascuno di noi

 

Gli fa eco Rita Spanier:

Sono molto riconoscente verso le Missionarie per la loro presenza negli Stati Uniti. L’America è davvero terra di missione. Il mio Paese è diventato un Paese dal ritmo accelerato e la società non è sempre guidata e illuminata dai veri valori. Tutto è così lontano e diverso dai nostri inizi. Molte persone non vanno più a Messa o in chiesa. E tanti non fanno lo sforzo di capire e approfondire la propria fede, lasciandosi piuttosto influenzare dalla mentalità corrente. Le Missionarie sono solide nella loro conoscenza della fede cattolica e, a questa conoscenza, uniscono una capacità significativa di avvicinarsi a tutti e di parlare ad ognuno nel modo più opportuno e significativo. Non si stancano di annunciare le verità della fede, di condividere la loro grande devozione a Maria e di rendere visibile a tutti l’amore salvifico del Signore

 

Juliana scriveva a conclusione di un weekend di preghiera:

Carissime Missionarie, vi vedo come la “città collocata sul monte” di cui parla il Vangelo. La luce traspare attraverso di voi e quello che mi è dato di vedere è un riflesso dell’umiltà, della gioia e dello zelo della Madonna. Grazie! Il vostro apostolato è necessario ed efficace. Io stessa ne ho beneficiato molto: considero ogni ritiro come una tra le molte e più significative grazie che abbia ricevuto. Chiedo al Signore che continui a benedirvi e a moltiplicarvi

 
 

Il cammino continua

 
Festa della famiglia
Festa della famiglia

«29 agosto 1983, ore 18. Arrivo a New York. Ingresso ufficiale nel Paese. Permesso di permanenza: sei mesi. Alla sera di questo stesso giorno, alle ore 21.30, arrivo a Chicago, dove ci aspetta brother Francis con un bel sorriso, nonostante il ritardo dell’aereo…».

Il resto… ci vorrebbe davvero un libro per poterlo raccogliere e tramandare.
• È la storia di venticinque anni di cammino, mano nella mano con Maria.
• È la storia di un progetto, di un sogno che diventa realtà giorno dopo giorno, oggi come allora: nel silenzio, nella semplicità... “in punta di piedi”.
Celebriamo questo anniversario per ricordare le “grandi cose” che il Signore ha compiuto con noi e attraverso di noi, per incamminarci con rinnovato entusiasmo sul cammino che ancora resta da fare.

 
 
 

WEST COVINA
Fr. Kolbe Missionaries of the Immaculata
531, East Merced Avenue - WEST COVINA, CA 91790
Tel. 001.626.91.70.040 - Fax 001.626.91.70.900
E-mail: FKMinCAL@aol.com

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