1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

L'uomo dell'offerta totale

"Maria è infine, la Vergine offerente"

 
Rose and barbed wire

E anche Padre Kolbe fu l'uomo offerente; una sofferenza che lo colpiva nel corpo martoriato, che l'umiliava quando esprimeva i suoi grandiosi ideali. L'uomo che si assoggettava alle fatiche disumane e accettava alle fatiche disumane e accettava sorridendo i colpi più cruenti, solo perché era sacerdote, polacco, e perché teneva, finché gli fu possibile, la corona fra le mani.

I testi che rivelano la caratteristica dell'offerta, cioè del totale abbandono sereno e fiducioso nella bontà di Dio e nella sua volontà, sono numerosissimi, poiché questo fu l'atteggiamento di fondo di tutta la sua vita e anche il segreto della sua incredibile fecondità apostolica.
Per esempio, quando commenta con la mamma l'abbandono dell'Ordine da parte del fratello Franco, così si esprime:
"Povero Franco...Fu lui per primo a chiedere di essere ricevuto nell'Ordine...Insieme ci eravamo accostati per la prima volta alla Santa Comunione, al sacramento della Cresima, insieme in noviziato, insieme abbiamo emesso la professione semplice...Franco, proprio lui mi ha attirato con il suo esempio a questo porto di salvezza; io volevo uscire e dissuadere anche lui dall'entrare in noviziato... Ma ora... Ogni giorno, nel "memento" della santa Messa, lo offro all'Immacolata e confido (come anche tu mamma) che prima o poi Ella otterrà pietà dalla misericordia di Dio". (SK 24)
 
Spesso durante gli Esercizi spirituali, Padre Kolbe sottolinea il valore della sofferenza vissuta e offerta nel nascondimento, per essere più conformi a Cristo Crocifisso:
"Soffri e lavora, per quanto puoi, nel nascondimento e solamente per Iddio!
Ogni giorno, sovente e nei momenti difficili, fissa il tuo sguardo sul Crocifisso,i mmerso nella più estrema povertà, nelle più grandi sofferenze e disprezzato da tutti, e impara a imitare Gesù nudo, mentre ti trovi in tali tribolazioni e derisioni...
Ama Dio per Dio stesso e soffri e lavora per Lui in serenità e amore...Ama Dio, amalo con i fatti, dona a Lui te stesso, tutti e tutto, sta sempre con Lui (raccoglimento), poiché anch'Egli fa così
". (SK 966)

E al fratello Alfonso raccomanda:
"Offriti interamente a Lei, che è la nostra Mammina celeste, e in tal modo potrai superare facilmente tutte le difficoltà e...diventerai santo, un grande santo". (SK 21)

 
St. Maximilian Kolbe

A Zakopane, durante i ripetuti e prolungati periodi di cura della tubercolosi, Padre Kolbe lascia con serenità la direzione della M.I. e dello stesso giornale, abbandonandosi alla volontà dell'Immacolata e offrendole tutto:

"Sono sui monti per rimettermi in salute...Devo camminare poco e piano piano, rimanere molte ore sulla sedia a sdraio all'aria aperta ed essere disposto a vivere fuori dal convento come un esiliato..."; sia che il male rimanga, sia che si aggravi, sia che si allevii o che sparisca del tutto".(SK 43)

"Conformandosi al desiderio del Padre Provinciale, qui non mi occupo della causa della Milizia dell'Immacolata, non organizzo nulla, anche se più di qualche volta mi viene una forte tentazione...Agisco pertanto come un semplice membro della Milizia...".
(SK 61)

È convinto infatti, che "nello scoraggiamento si può si deve pregare, ma soprattutto è
indispensabile rimettersi alla volontà di Dio...offrirsi alla Madonna Immacolata, come un bambino alla migliore delle madri; ricorrere con semplicità a Lei in tutte le preoccupazioni, sofferenze e tentazioni ed Ella ci accompagnerà felicemente lungo questa breve vita".

 

"Abbandonati ogni giorno maggiormente nelle mani di Gesù e dell'Immacolata. Non affliggerti per le contrarietà e le difficoltà, ma lascia ogni cosa all'Immacolata. Ella può tutto: farà ciò che vorrà". (SK 975 )

"Ho avuto tante preoccupazioni per la testa, ma tutto inutilmente, poiché non appena le ho affidate all'Immacolata, Ella le ha risolte subito una dopo l'altra".
(SK 989)

St. Maximilian Kolbe #16670
St. Maximilian Kolbe

Queste disposizioni costanti del suo spirito e della sua volontà spiegano anche la sua serenità, fortezza e generosità anche nel campo di sterminio nazista. Molte sarebbero le testimonianze in proposito, logiche premesse del gesto eroico, di quell' offerta suprema della propria vita, che lo farà passare alla storia come il martire di Auschwitz.

"Il servo di Dio sopportava le dure condizioni del carcere (di Pawiak, ndr) assai generosamente e con fortezza, così da essere per tutti noi un modello e d un esempio. Sopportò con calma e dignità le angherie delle SS provocate principalmente dalla sua veste religiosa. Non l'ho mai udito lamentarsi sia a causa delle bastonate che delle angherie".


"Il sacrificio del Padre Kolbe provocò una grande impressioni nelle menti dei prigionieri, poiché nel campo non si riscontravano manifestazioni di amore al prossimo; un prigioniero rifiutava di dare ad un altro prigioniero un pezzo di pane, e qui, si era dato il caso che non aveva offerto la propria vita per un altro prigioniero a lui sconosciuto".

"Il fatto di essersi Padre Massimiliano offerto per un altro prigioniero, destò l'ammirazione e il rispetto dei prigionieri, mentre provocò la costernazione tra le autorità del campo...Fu l'unico caso in cui un prigioniero sacrificasse volontariamente per un altro la propria vita. Terminato l'appello i condannati furono condotti nel bunker per morirvi di fame".

Egli fu un uomo consumato da un amore senza limiti: "Non c'è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Gv 15,13).
Il segreto del suo costante e crescente eroismo nell'amore, fu la sua consacrazione senza limiti all'Immacolata.

 
  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione