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La TBC di generazione in generazione

bambini boliviani
bambini boliviani

La signora Emilia ha 40 anni e da tempo immemorabile soffre di tubercolosi: i ricoveri all’ospedale, l’allergia alla cura, la ricerca di una soluzione, le medicine da prendere ad ogni ora, erano e sono il suo pane quotidiano.
Cinque figli e un marito che spesso é senza lavoro. La loro “casa” é composta da 4 pareti poste in un terreno di pochi metri, vivono tutti lì, di notte si fa fatica a muoversi senza svegliare chi dorme accanto.

Cosí é cresciuta sua figlia Roxana e i suoi fratelli piú piccoli. Tutti, anche i più piccoli, studiano e lavorano: aiutano i genitori, vanno a vendere il pane sulle strade o fanno le pulizie nelle case belle e grandi.
Roxana, 17 anni, ha terminato le scuole superiori: la migliore della classe, accesso all’università senza dover dare l’esame di ammissione e tanta voglia di farsi strada nella vita, di essere qualcuno. Che gioia, che orgoglio per la famiglia!
Ma poi ... all’improvviso si “sveglia” la malattia: la tubercolosi trasmessa da madre a figlia! Esame medico TBC positivo, negato l’ingresso all’università, tutto da rifare! Ma non si spegne la speranza e la voglia di lottare.

 
un bambino e una ragazza boliviani

La malattia è solo allo stato iniziale, si può vincere. Roxana non si dà per vinta, inizia una cura. Il cammino è tutto in salita e con tanti ostacoli, molti al suo posto si sarebbero lasciati andare allo scoraggiamento, alla depressione, fermandosi alle domande: “Perchè proprio a me, cosa ho fatto di male, Dio dove sei?”.
Ma Roxana si rimbocca le maniche e lavora, non perde tempo, forse in attesa di un segno, di un miracolo, chissà! Attraverso il Centro Medico e dei benefattori italiani viene costruita una stanza in piú, la casa diventa piú grande per evitare altri contagi.
Qualcuno dal cielo e dalla terra risponde, ascolta il grido silenzioso dei più poveri. Ce n’è ancora di bontà nel mondo, la provvidenza trova spazio e accoglienza nel cuore solidale di tante persone. L’indifferenza, l’egoismo cercano di conquistare, di contagiare, di fare rumore, ma tanti piccoli gesti spesso nascosti, dei quali sono testimone, fanno vincere l’amore.

Qualche tempo fa Roxana é venuta a cercarmi, dalla gioia che traspariva sul suo viso ho capito tutto: esame TBC negativo, esame ingresso universitá positivo. Un sogno divenuto realtà.
Ha vinto la giustizia, la voglia di vivere. Alleluia!
Di generazione in generazione, il contagio della speranza

 

Vi abbraccio fuerte e vi ricordo sempre con affetto!
Anche voi ricordatemi nella vostra preghiera!
Hasta luego!

Lucia Catalano
kolbecbba@yahoo.com

 

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