1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
 
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito

Contenuto della pagina

"Porro inimicizia tra te e la donna"

Maria, nostra sorella nella sofferenza, ha interamente vinto il male con il bene, grazie alla redenzione di Cristo.

 

   Queste parole un poco enigmatiche hanno sempre avuto un posto e un valore particolari nella lettura di fede della vicenda umana, poiché contengono un enorme significato simbolico che attraversa tutte le epoche. Letto nelle sue diverse angolature, questo testo offre una chiave di interpretazione e comprensione dell'intera storia umana. Per questo la tradizione cristiana, alla luce degli altri libri biblici, ha spesso visto in esso il «Protovangelo», l'annuncio cioè della vittoria che il Messia, nato da una donna, avrebbe riportato. Del resto, è quanto suggeriva già la versione greca traducendo il pronome femminile del testo ebraico con quello maschile; vale a dire riferendo il passo ad un determinato personaggio.
   La tradizione cattolica poi ha riconosciuto in questo passo un dato importante circa il ruolo della madre del Messia, da cui la traduzione ipsa (cioè la donna) conteret della Volgata.(Vedi TOB, nota i) al testo di Gen 3,15.)

 
 
 

«...questa ti schiaccerà la testa»

   Quando, per la loro disobbedienza e mancanza di fiducia, i nostri progenitori perdono l'amicizia con Dio, Egli non abbandona l'umanità in balia della morte e della distruzione. Anzi, subito dopo la caduta, Dio si affretta ad annunciare la redenzione dell'uomo e del mondo tramite la promessa del Messia liberatore e salvatore. Ecco perché questo versetto viene chiamato «Protovangelo»: è il primo annuncio della Buona Notizia (Vangelo) che l'amore di Dio non può essere interrotto dal nostro peccato, dal nostro rifiuto o dalla nostra ndifferenza. Dio non si stanca di invitare tutti e ciascuno ad un'intima comunione con Lui offrendo lo splendore della sua grazia.
   Il peccato, però, non è senza conseguenze. Ogni scelta che compiamo esercitando il nostro libero arbitrio porta con sé (produce) effetti più o meno importanti e duraturi, tanto nel bene quanto nel male. Il rifiuto dell'amore di Dio e della sua paternità ha prodotto e continua a produrre una devastante serie di fratture e divisioni: in noi stessi, fra noi e Dio, fra noi e gli altri, fra noi e il mondo che ci circonda. Tali frutti sono sotto gli occhi di tutti e continuano a generare sempre nuove forme di alienazione, sofferenza e schiavitù.
   «Io porrò inimicizia tra te e la donna.... questa ti schiaccerà la testa». Il genere umano sarebbe stato senza speranza, senza alcuna possibilità di uscita da questa spirale infernale di male e di morte se Dio stesso non avesse rilanciato, e alla grande, il suo piano di salvezza. Ecco, allora, l'annuncio del nostro riscatto che passa attraverso la disponibilità del Figlio eterno di Dio ad assumere pienamente la nostra realtà, per trasformarla e riportarla alla sua originale bellezza; e la disponibilità di una donna che, pensata bella e senza macchia da tutta l'eternità, è diventata, nella pienezza dei tempi, Madre di Dio e nostra.

 
 
 

Non toccata dal male

   Come si legge nel Nuovo Catechismo Olandese (n. 322), vivendo nel mondo peccatore, anche la Vergine di Nazareth, come suo Figlio, è stata toccata dai dolori del mondo ma non dalla sua malvagità. Nostra sorella nella sofferenza, non lo è nel male. Beneficiando in anticipo dei meriti redentivi di Cristo, Maria ha interamente vinto il male con il bene, non solo perché Dio, in vista della sua speciale missione di madre del Messia, l'ha creata immacolata, preservandola da ogni macchia di peccato; ma anche per la sua fedele e totale collaborazione con la grazia: Ella è la piena di grazia, la tutta bella, Colei che è pienamente redenta e perciò risplende davanti a noi come segno di sicura speranza e consolazione (cfr. LG 68).
   Il Papa nella Redemptoris Mater scrive che «nell'anima di questa "figlia di Sion" si è manifestata, in un certo senso, tutta la "gloria della grazia", quella che "il Padre ... ci ha dato nel suo Figlio diletto".... Nel linguaggio della Bibbia "grazia" significa un dono speciale, che secondo il Nuovo Testamento ha la sua sorgente nella vita trinitaria di Dio stesso, di Dio che è amore (cfr. 1Gv 4,8). Frutto di questo amore è l'elezione - quella di cui parla la Lettera agli Efesini».( RM 8.)
   È importante soffermarsi su questo concetto dell'elezione, poiché quello che è avvenuto in Maria ci coinvolge pienamente. «Da parte di Dio, continua il Papa, questa elezione è l'eterna volontà di salvare l'uomo mediante la partecipazione alla sua stessa vita (cfr. 2Pt 1,4) in Cristo... L'effetto di questo dono eterno, di questa grazia dell'elezione dell'uomo da parte di Dio è come un germe di santità, o come una sorgente che zampilla nell'anima come dono di Dio stesso, che mediante la grazia vivifica e santifica gli eletti», cioè i battezzati.(Ivi.)
   Tutti noi, dunque, che nel Battesimo abbiamo ricevuto questo germe di santità, abbiamo la responsabilità di farlo crescere lungo il corso della nostra vita fino a portarlo a piena maturazione. Da questo, in fondo, dipendono la nostra vera felicità e realizzazione, come anche il vero progresso del genere umano.
   Non possiamo dimenticare, però, che se la scelta eterna di Dio di salvare in Cristo e mediante Cristo tutti gli uomini donando loro la dignità di figli adottivi è offerta a tutti, l'elezione di Maria è del tutto eccezionale ed unica. Lei è l'Immacolata, colei cioè che «nel mistero di Cristo è presente già "prima della creazione del mondo", come colei che il Padre "ha scelto" come Madre del suo Figlio nell'incarnazione - ed insieme al Padre l'ha scelta il Figlio, affidandola eternamente allo Spirito di santità. ... Nello stesso tempo, ella è e rimane aperta perfettamente verso questo "dono dall'alto" (cfr. Gc 1,17)».(Ivi.) Questa attitudine femminile e mariana di totale apertura e disponibilità al dono dall'alto, ossia alla grazia, è ciò che siamo chiamati a fare nostra come credenti.

 
 
 

Una lotta perenne?

   È un lavorio difficile, specie per l'uomo contemporaneo, autosufficiente e illusoriamente pieno di sé e di beni materiali, che pensa di non avere bisogno né degli altri né di Dio, visto sovente come il «nemico» della propria libertà e autonomia. La disponibilità del cuore dell'uomo autenticamente religioso, invece, è il contrario di ogni pretesa di autosalvezza: è povertà radicale, povertà dell'essere, che attende e accoglie con cuore umile e grato il dono di Dio, come Maria.
   La difficoltà e la lotta interiore che noi tutti
sperimentiamo nel fidarci di Dio e nel rimanere fedeli alla sua Parola di verità, riempiono la storia dell'uomo,
crescono nella storia dei popoli, delle nazioni, dei sistemi.
   Inimicizia dice la lotta perenne tra il bene e il male, tra la grazia e il peccato che segna la storia umana. Nel piano salvifico di Dio Maria, la Madre del Verbo incarnato che ha sconfitto il male del peccato alle sue stesse radici, è collocata al centro stesso di questa inimicizia, di questa lotta. La Genitrice di Dio è in mezzo alla nostra storia, in mezzo a questa tensione tra la grazia e il peccato, tra la fede e l'indifferenza o addirittura il rifiuto di Dio. Il suo e ssere immacolata non la esclude da essa, anzi, la radica ancor più in essa.
   Per questo ricorriamo a Lei, consapevoli di quella «inimicizia» che dall'origine la contrappone al tentatore, a colui che inganna l'uomo dall'inizio poiché è «menzognero e padre della menzogna» (Gv 8,44). Lei che con il Figlio «schiaccia la testa del serpente», non permetterà che noi suoi figli siamo vinti dal male, ma ci aiuterà ad essere forti nel Signore e, nella vita di grazia, a vincere sempre il male con il bene.

 
 

Rossella Bignami

  1. IT
  2. EN
  3. ES
  4. FR
  5. PT
  6. PL
 

Menu di sezione