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"Lo Spirito Santo scenderà su di te"

Maria, plasmata nella grazia dello Spirito Santo, è protagonista e testimone di un'alleanza sponsale,immagine dell'uomo chiamato ad esistere con e per gli altri.

 
 

Maria: un'esistenza segnata dallo Spirito

   Tutta l'esistenza della Vergine Maria è segnata e resa luminosa da un'azione particolare dello Spirito Santo. Già nell'istante della sua concezione, per singolare privilegio è preservata dal peccato originale e colmata di ogni grazia, resa santa e risplendente dimora di Dio ad opera della Terza Persona della Santissima Trinità. In ogni anima giusta, afferma san Massimiliano, «è presente lo Spirito Santo, perciò nell'Immacolata, la creatura più giusta, lo Spirito Santo è presente nel modo più perfetto possibile. L'Immacolata non è solo "concepita senza peccato", ma anche "Immacolata Concezione" (Lourdes). Perciò lo Spirito Santo regna in Lei nel modo più perfetto possibile» (SK 1286).
   Dal punto di vista umano Maria è solo un'umile ragazza del popolo, non può vantare titoli o ruoli particolari nella società, ma nell'ordine della grazia Lei è la tutta santa, la tutta bella, la sua mente, la sua volontà, il suo cuore sono aperti alla grazia di Dio, attenti a cogliere ogni ispirazione divina in una completa disponibilità a compiere i suoi voleri: «Eccomi, sono la serva del Signore» (Lc 1,38).
   Nell'annunciazione si ha una nuova effusione dello Spirito Santo in Maria: san Massimiliano afferma che lo Spirito Santo la unisce totalmente a sé e tra i due si realizza una mistica unione sponsale, ma molto più intima e profonda di quella che avviene tra le creature umane perché, spiega il Santo, «in un modo senza paragone più rigoroso, più interiore, più essenziale, lo Spirito Santo vive nell'anima dell'Immacolata, nel Suo essere, La feconda...» (SK 1318): «Con Lei, in Lei e per mezzo di Lei realizza il proprio capolavoro, vale a dire il Verbo Incarnato» (SK 1229).

 
 
 

L'unione sponsale di Maria con lo Spirito Santo

   In Maria si concretizza pienamente l'antico progetto di Dio: unire a sé l'umanità con vincoli sponsali: «Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nella benevolenza e nell'amore» (Osea 2,21). Attraverso il battesimo, infatti, anche in noi lo Spirito Santo realizza qualcosa di analogo di quanto ha operato in Maria: mediante il lavacro nell'acqua e nello Spirito Santo siamo liberati dal peccato originale e rivestiti della grazia divina; resi capaci di ascoltare la voce di Dio e di elevare a Lui la nostra lode; in una parola, di entrare in un profondo dialogo con la divinità, come simboleggia, nel rito del battesimo, il gesto del sacerdote che tocca e segna con la croce le nostre orecchie e la nostra bocca.
   Quanto padre Kolbe afferma circa la profonda unione dello Spirito Santo con Maria vale analogamente anche per tutti i battezzati, anch'essi diventano dimora di Dio, luogo in cui lo Spirito Santo vive ed opera; come Maria anche noi siamo resi capaci di generare nel nostro spirito il Figlio di Dio, come già insegnava san Francesco di Assisi: «Siamo madri [di Gesù] quando lo portiamo nel nostro cuore e nel nostro corpo attraverso l'amore e la pura e sincera coscienza, e lo generiamo attraverso il santo operare, che deve risplendere in esempio per gli altri» (FF 200).
   Se la maternità divina dal punto di vista fisico è un privilegio e un ministero concessi unicamente alla Vergine Maria, misticamente in ogni cristiano, per l 'azione dello Spirito Santo, è generato il Verbo di Dio che noi siamo chiamati a sviluppare finché giunga all'età matura, mediante la vita sacramentale e l'impegno di conformità a Cristo. Questo significa essere santi.

 
 
 

Lo Spirito Santo opera con Maria

   Lo Spirito Santo non solo agisce in Maria santificandola, ma la associa a sé nell'opera della santificazione delle anime. È ancora san Massimiliano a dircelo: «L'unione tra lo Spirito Santo e la Vergine Immacolata è così stretta che lo Spirito Santo, che ha compenetrato profondamente l'anima dell'Immacolata, non esercita alcun influsso nelle anime se non per mezzo di Lei» (SK 1224). In un altro passo dei suoi scritti afferma: «Lo Spirito Santo, il divino Sposo dell'Immacolata, agisce solamente in Lei e attraverso Lei, comunica la vita soprannaturale, la vita della grazia, la vita divina, la partecipazione all'amore divino, alla divinità» (SK 1326).
   Tutto questo non perché lo Spirito Santo non possa agire da solo e abbia bisogno della collaborazione di Maria, ma unicamente per un misterioso disegno di Dio che, nella sua magnanimità, nella persona di Maria ha chiamato l'umanità peccatrice a collaborare alla propria salvezza. La collaborazione di Maria non aggiunge nulla all'azione dello Spirito Santo; Lei coopera in quanto vuole e fa solo e tutto quello che vuole e opera lo Spirito Santo.
   La mediazione materna di Maria nell'azione santificatrice dello Spirito Santo, si esplica in particolare con la sua intercessione. Come a Cana suggerì all'orecchio di Gesù: «Non hanno più vino» (Gv 2,3), così ora in cielo presenta al Figlio tutte le nostre necessità e interpone costantemente la sua materna intercessione.
   La sua intercessione è particolarmente efficace perché Dio ascolta la preghiera delle creature in proporzione della santità del richiedente: «La grazia per noi stessi e per gli altri... la si ottiene con l'umile preghiera, con la mortificazione e con la fedeltà nel compimento dei propri doveri ordinari, compresi quelli più semplici. Quanto più l'anima stessa è vicina a Dio, quanto più è gradita a Dio, quanto più ella Lo ama ed è amata da Lui, tanto più efficacemente ella è in grado di aiutare anche altri ad ottenere la grazia divina, tanto più facilmente e pienamente la sua preghiera è esaudita. Di conseguenza, anche l'Immacolata - essendo senza macchia, totalmente di Dio - è perfino piena di grazia e Mediatrice di ogni grazia anche per tutte le altre anime» (SK 925).

 
 
 

Partecipi dell'intercessione materna di Maria

   Ogni fedele non solo è destinatario della materna intercessione di Maria, ma è anche chiamato a partecipare alla sua materna intercessione. Lo abbiamo appena sentito dire da san Massimiliano: la grazia per noi e per gli altri la si ottiene con l'umile preghiera, con la mortificazione e con la fedeltà nel compimento dei propri doveri ordinari.
   Anche in altri passi san Massimiliano pone sullo stesso piano della materna mediazione di Maria quella dei cristiani: «Maria è mediatrice fra Gesù e l'umanità e noi saremo i felici mediatori fra l'Immacolata e le anime sparse in tutto il mondo» (SK 577).
   San Massimiliano con queste affermazioni ci ricorda due verità fondamentali: la materna mediazione di Maria non è concorrenziale o parallela a quella di Cristo, ma è subordinata e dipende da essa. La mediazione di Cristo è unica nel suo genere, ha il potere di elevarci fino a Dio, ci rende partecipi della stessa natura divina, veri figli di Dio; quella di Maria invece è analoga alla mediazione che esercita la Chiesa mediante i sacramenti e gli altri strumenti di grazia affidati a lei da Cristo e si affianca a quella che esercitano i buoni cristiani. Si distingue da questa per il fatto che la sua intercessione è più efficace della nostra, grazie al suo maggiore grado di santità. All'intercessione di Maria padre Kolbe attribuisce il compito di purificare le nostre buone azioni e le nostre preghiere liberandole dalle tante imperfezioni (cfr. SK 654).
   L'altra verità che padre Kolbe ci ricorda è la possibilità che ci viene offerta di poter collaborare alla nostra e all'altrui salvezza. Certo, la nostra salvezza è essenzialmente opera del Padre che l'ha voluta, di Cristo che l'ha meritata e dello Spirito Santo che l'applica ai singoli. Ma l'opera di Dio perché sia efficace nei singoli esige una nostra libera e personale accoglienza. Il cristiano, cioè, non è destinatario passivo dell'opera di Dio, ma è chiamato a parteciparvi attivamente.
   Tutto questo corrisponde alla logica che Dio ha seguito fin dalla creazione, quando fece l'uomo a sua immagine e somiglianza, dotato di intelligenza e libertà, capace di entrare in dialogo con Lui, di stringere un patto di amore e di fedeltà con il suo Creatore. Non a caso sia l'Antico che il Nuovo Testamento presentano il Regno di Dio (la nostra comunione con Lui) attraverso l'immagine di un patto nuziale. Non ci può essere matrimonio senza libero consenso dei contraenti.
   «Entrare in comunione con Dio e con gli altri uomini suoi fratelli: questa è la più alta vocazione dell'uomo» (Vita Fraterna in comunità, n. 9). Questa grande vocazione può essere realizzata solo nello Spirito Santo che è l'amore del Padre e del Figlio, dato da Cristo ai suoi discepoli come dono pasquale.
   Ideale altissimo, ma accessibile, perché l'esistenza di ogni cristiano, come quella di Maria, è sotto il segno e l'azione dello Spirito Santo: Spirito di amore e di santità.

 
 

fra Giuseppe Simbula

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