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Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

"Le vocazioni, testimonianza della verità", questo il tema scelto da papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebrerà l’11 maggio 2014. “Ogni vocazione”, afferma il Pontefice, “richiede sempre un esodo da se stessi per centrare la propria esistenza su Cristo e sul suo Vangelo”. Qualunque sia la strada che ilSignore ci suggerisce “occorre superare i modi di pensare e di agire non conformi alla volontà di Dio”. E continua: “siamo tutti chiamati ad adorare Cristo nei nostri cuori (cfr 1Pt 3,15) per lasciarci raggiungere dall'impulso della grazia contenuto nel seme della Parola, che deve crescere in noi e trasformarsi in servizio concreto al prossimo”.
La nostra risposta nasce dal saperci sotto lo sguardo di Dio che è padre e che si prende cura di ciascuno di noi: “Non dobbiamo avere paura: Dio segue con passione e perizia l’opera uscita dalle sue mani, in ogni stagione della vita. Non ci abbandona mai! Ha a cuore la realizzazione del suo progetto su di noi e, tuttavia, intende conseguirlo con il nostro assenso e la nostra collaborazione”.
Papa Francesco, come spesso fa, ricorda l’importanza della vita comunitaria, della fraternità per la perfetta riuscita delle nostre esistenze: “La vocazione è un frutto che matura nel campo ben coltivato dell’amore reciproco che si fa servizio vicendevole, nel contesto di un’autentica vita ecclesiale. Nessuna vocazione nasce da sé o vive per se stessa. La vocazione scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno”.
Ed esorta a non temere davanti alle inevitabili difficoltà e ostacoli di vario genere: “il buon seme della Parola di Dio spesso viene rubato dal Maligno, bloccato dalle tribolazioni, soffocato da preoccupazioni e seduzioni mondane (cfr Mt 13,19-22). Tutte queste difficoltà potrebbero scoraggiarci, facendoci ripiegare su vie apparentemente più comode. Ma la vera gioia dei chiamati consiste nel credere e sperimentare che Lui, il Signore, è fedele, e con Lui possiamo camminare, essere discepoli e testimoni dell’amore di Dio, aprire il cuore a grandi ideali, a cose grandi”.
In conclusione il Papa ci invita a un cammino limpido e sereno fatto di passi semplici e concreti: “Disponiamo dunque il nostro cuore ad essere ‘terreno buono’ per ascoltare, accogliere e vivere la Parola eportare così frutto. Quanto più sapremo unirci a Gesù con la preghiera, la Sacra Scrittura, l’Eucaristia, i Sacramenti celebrati e vissuti nella Chiesa, con la fraternità vissuta, tanto più crescerà in noi la gioia di collaborare con Dio al servizio del Regno di misericordia e di verità, di giustizia e di pace. E il raccolto sarà abbondante, proporzionato alla grazia che con docilità avremo saputo accogliere in noi”.

 

Monica