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Un grande dono

Mi chiamo Miriam, ho 47 anni e da 25 sono sposata con Paolo.
Fin dall'inizio del nostro matrimonio ho scelto di lasciare il lavoro per dedicarmi a tempo pieno alla mia famiglia, realizzando così un sogno che coltivavo fin da ragazzina. Questo sogno si è avverato con l'arrivo dei nostri tre figli, oggi già grandi (Maria Elena di 21 anni, Luca di 18 e Rita di 15), ai quali Paolo ed io abbiamo cercato di trasmettere, con parole e gesti quotidiani, quei valori che potevano aiutarci a costruire una vera famiglia cristiana.

Nostro Signore, potente e misericordioso, che scruta nel profondo i cuori e sazia la nostra fame più intima, qualche tempo fa mi ha condotto all'incontro con le Missionarie, con le quali nell'ottobre scorso ho vissuto la "Missione al popolo" in una parrocchia di Bologna. Sin dall'inizio, quando chiesero la mia disponibilità, ho provato gioia e trepidazione.
 

Miriam e la sua famiglia

Gioia perché mi sono sentita "chiamata" dal Signore a lavorare nella sua "mistica vigna", donando un po' del mio tempo per portare a molti fratelli il lieto annuncio del Vangelo e comunicare loro, attraverso un sorriso o una parola, l'immensa gioia di una meravigliosa realtà: Dio ci ama di un amore infinito che, se riconosciuto e accolto, ci cambia l'esistenza e ci riscalda il cuore, anche nelle situazioni più difficili del nostro tessuto quotidiano

Trepidazione in quanto mi sono sentita creatura troppo piccola e inadeguata per un così grande annuncio. Ho pregato molto per prepararmi spiritualmente a questa "missione", chiedendo al Signore di rendermi capace di testimoniare agli altri fratelli, in semplicità di cuore, la gioia dell'incontro con Gesù.
Insieme ad una missionaria, abbiamo suonato a molti campanelli: alcune persone ci hanno accolto con benevolenza, con loro abbiamo vissuto momenti pieni di calore umano e di quella gioia che solo la presenza del Signore può dare; altri ci hanno ascoltato con un certo distacco esprimendo le loro perplessità. In altri ancora, abbiamo riscontrato varie forme di rifiuto e, con tristezza, abbiamo constatato come, ai nostri giorni, questo amore che ci è donato viene respinto forse proprio da chi, ferito dalle vicende della vita, ne potrebbe ricevere grande consolazione.

Dopo questa bella e intensa esperienza di collaborazione con le Missionarie, a contatto con la loro spiritualità missionaria e mariana, che fin dal primo approccio ho sentito di condividere, mi è stata proposta la Consacrazione all'Immacolata, mia e dei miei familiari. Ho provato subito una grande gioia e ho riflettuto sull'opportunità che la nostra Santissima Madre Maria ci stava concedendo, col bussare alla porta del nostro cuore ed offrirci la sua materna e benevola protezione.

Forte di questa consapevolezza, ne ho parlato con Paolo e con i ragazzi. A questa proposta, superati i primi dubbi e le prime "paure" sul significato e sulle conseguenze di questo gesto semplice ma profondo (Cosa dobbiamo fare? Come cambierà la nostra vita?), hanno risposto condividendo la mia stessa gioia, consapevoli che non si poteva rifiutare un così grande dono.
E così, ci siamo trovati la sera del 7 dicembre scorso per consacrarci all'Immacolata. Da quel giorno abbiamo cominciato il nostro cammino sotto la potente mano di Maria, a Lei chiediamo di diventare figli docili per poter vivere la nostra vita, nei momenti belli ma soprattutto nelle difficoltà, nell'ascolto e nell'obbedienza della Parola del suo Figlio.

Miriam

 
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