Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe

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La mia prima preghiera

ragazza sulla spiaggia al tramonto

Quello che mi è accaduto è una grazia e non una disgrazia! Tutto iniziò nel 1997: mi trovarono una cisti nella mandibola, mi fu operata normalmente, recidivata e operata una seconda volta. Una ulteriore formazione fece decidere il mio medico a sottopormi a esami e visite specialistiche. Dopo mesi di dura ricerca, estenuanti visite ed esami di ogni genere, mi fu diagnosticata una forma rarissima di tumore maligno. Questa travagliata attesa non fece che rendermi più impaurita, frastornata e disorientata.

Quello che mi è accaduto è una grazia e non una disgrazia! Tutto iniziò nel 1997: mi trovarono una cisti nella mandibola, mi fu operata normalmente, recidivata e operata una seconda volta. Una ulteriore formazione fece decidere il mio medico a sottopormi a esami e visite specialistiche. Dopo mesi di dura ricerca, estenuanti visite ed esami di ogni genere, mi fu diagnosticata una forma rarissima di tumore maligno. Questa travagliata attesa non fece che rendermi più impaurita, frastornata e disorientata.Ma a che sarebbe servito? Il mio male ce l'avevo dentro e lì sarebbe rimasto. Tutti erano stupiti e delusi del fatto che fino a quel momento avevo saputo essere forte mentre crollavo proprio allora. Così andai nella cappella dell'ospedale, e guardando il crocifisso feci ciò che oggi considero la mia prima preghiera: «Gesù, ti capisco. Anch'io, come te, devo subire una sofferenza dalla quale non posso fuggire, e della quale non ho colpa». Più tardi andai a Messa e, dopo, parlai con il sacerdote, confidandogli quei pensieri. Lui mi disse: «Offri il tuo dolore al Signore. Sai quante persone acquisteranno la fede grazie alla tua sofferenza?».
 

 
medaglia miracolosa al collo

Queste parole risuonano ancora adesso dentro di me. Non mi tolsero il dolore, ma gli diedero un senso. L'intervento andò a meraviglia. Il giorno prima di uscire dall'ospedale andai a Messa per salutare quel sacerdote che tanto mi aveva aiutata. Posso dire che quella fu la prima vera Messa della mia vita. Ero commossa, emozionata, ricordo ogni parola come se fosse stato ieri. Uscita dalla cappella, una signora mi chiese un'informazione. Gliela diedi e stavo per andar via quando mi disse: «Aspetta, che ti faccio un regalo» e mi diede una Medaglia Miracolosa! I suoi occhi brillavano mentre in poche parole mi spiegava cos'era. Se quella signora sapesse a cosa ha dato inizio...!! Tutto mi era chiaro: quello era il segno che mi aveva predetto il sacerdote. Era il segno che la Madonna ha voluto darmi per farmi sapere che mi aveva protetta. Ho indossato subito la Medaglia, pur non conoscendone il fortissimo potere, e di giorno in giorno mi diede forza e coraggio. Dopo qualche mese fui colta dal desiderio di riavvicinarmi sempre più intensamente alla Chiesa, ricominciai ad andare a Messa ogni domenica e sentii il desiderio di regalare a mia volta delle Medaglie Miracolose. Iniziai col prenderne un centinaio, le feci benedire ma mi stupii nel vedere che in meno di una settimana le avevo già date via tutte.

Così ne presi 500 e poi 2000... le regalavo a tutti, perfino alle commesse dei negozi... e poi tramite un piccolo sito internet, grazie al quale tuttora mi arrivano richieste da tutto il mondo. Oggi posso dire di averne distribuite oltre diecimila, e i benefici che hanno recato sono innumerevoli.

I miei interventi chirurgici sono proseguiti, ne avrò degli altri in futuro, ma non mi importa. Accetto come un dono prezioso tutto quello che il Signore vorrà mandarmi. La mia «via crucis» mi ha portata nell'unico posto dove conducono tutte le vie crucis: alla Croce, e cioè a Cristo. E quale esperienza più bella avrei potuto fare? Di questo Lo ringrazierò per il resto dei miei giorni, per avermi donato questo tumore. Lui ha i Suoi modi per parlarci. Dobbiamo ringraziare e lodare Dio per ogni minuscolo istante della nostra breve ed insignificante vita, perché tutto è dono a motivo del Suo incommensurabile amore.

 
 
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