

"Ci sono ancora tante persone che soffrono, infelici schiave del male che non sono neppure capaci di riconoscere la propria miseria. Porgere la mano a tutti e tutti condurre a Dio per mezzo dell'Immacolata. Bella missione per la quale torna conto di vivere, soffrire, lavorare e anche morire"
(San Massimiliano Kolbe, SK 31)
Oggi il mondo mi entra in casa senza chiedere il permesso, attraverso i più sofisticati mezzi di comunicazione e sbarca sulle fragili coste della mia storia spesso non preparata ad accogliere il dolore dell'umanità! Oggi il mondo in cui viviamo sembra porre mille domande, mille richieste, attendere qualcuno che gli tenda la mano in segno di aiuto e di servizio per tornare a sperare!
Oggi il mondo sembra non avere più confini né barriere se non quelle invisibili che rischiano fossilizzarci nei confini dell'individuale: il mio lavoro, la mia carriera, il mio tempo.
Come fare per rompere queste mura? Come posso aprire il cuore alle necessità del mondo? Come non anestetizzare la mia sensibilità al dolore, alla sofferenza di ogni tipo? Come posso amare il mondo come hai fatto Maria, fino in fondo?
O Immacolata, tu su questa mia terra sofferente e assetata di pace e di infinito sei stata donna di speranza pur fasciata dalle mille preoccupazioni per il futuro di tuo figlio, dalle incertezze del lavoro precario e non sempre ben retribuito di tuo marito, donna sempre aperta agli altri anche quando ti sei lasciata toccare dalla lama sottile della privazione della tua terra, della tua cultura e delle tue tradizioni quando, per vivere, sei fuggita in Egitto! Una donna come tutte le altre e pur essendo Madre di Dio e di un prigioniero scomodo, di uno condannato a morte ... non sei stata sovrana ma serva e con il mondo nel cuore sei rimasta ai piedi della Croce!
Come attraversando una porta che apre stanze in un'alternanza di luci e ombre, entro nel tuo cuore Maria per imparare a vivere con te la prova dell'amore più grande della morte e mettere tutto di me a servizio del mondo.
Se guardo il mio mondo con i tuoi occhi Maria sarò capace di guardare nella morte fino a vedere la vita, nella colpa fino a vedere il perdono, nella separazione fino a vedere l'unità, nelle ferite fino a vedere la gloria, nell'uomo fino a vedere Dio e in Dio fino a vedere l'uomo che attende una mano: la mia!
Consacro a Te ogni pensiero, parola, azione e sofferenza... tutto senza alcuna limitazione, così da divenire, in certo qual modo, te stessa viva e operante in questo mondo.
"Sarebbe necessario dire a una persona, a tutte e ad ognuna personalmente, a quelle che vivono ora su questa terra e che vi saranno sino alla fine del mondo, con l'esempio con la parola viva, scritta, stampata, divulgata attraverso la radio, con l'aiuto della pittura, della scultura ecc., che cosa e come l'Immacolata penserebbe, direbbe, farebbe nelle circostanze concrete della vita presente e dei vari ambiti sociali, affinché un amore perfettissimo, addirittura l'amore dell'Immacolata verso il suo Cuore divino, possa divampare sulla terra" (SK 647)
In te o Madre ripongo la mia fiducia, a te consegno tutto di me, ogni momento che vivo: tutto ciò che ho, tutto ciò che amo, tutto ciò che sono, sono cosa e proprietà tua perché attraverso me tu possa continuare nell'oggi del mondo a "collaborare con Dio nel rendere felici gli uomini!" (SK 1071)