Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe

Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe - Testata per la stampa

L'abbraccio di Dio

Bambina
 
 

"Non abbiamo paura di amare troppo l'Immacolata perchè chi si avvicina a Lei si avvicina a Dio, solo che lo fa percorrendo una strada più breve, più sicura, più facile"
(San Massimiliano Kolbe, SK 542)

 

«Ho paura di mille cose: di non essere amato, di soffrire, di scegliere, di rischiare, di lasciarmi andare, di mettere la mia vita nelle mani di un'altra persona e di lasciare entrare qualcuno nella mia intimità! Ho paura del futuro, di ciò che ne sarà di me, della mia vita che cosa resterà?».
Nell'era della comunicazione con tutti i mezzi più moderni ci sorprendiamo assetati di relazioni autentiche vere e profonde, che non sempre riusciamo a gestire, e in alcuni tratti scopriamo, dietro le maschere delle paure, la bellezza di noi stessi, e del rischio splendido di vivere oceani di desideri, la voglia di vivere in trasparenza ed autenticità.

Se mi permetti, provo da entrare nella tua intimità, Maria, con la stessa discrezione con la quale tu sei entrata nella mia, e ti scopro una dolcissima donna di relazioni. Oltre ogni silenzio e timore hai permesso a Dio di entrare, attraverso lo squarcio della tua disponibilità, per riempire ogni angolo di te e ti sei lasciata inondare da Lui come una stanza dalla luce; l'Amore si è fatto pienezza in te, un rapporto di intimità mai inteso tra Dio e una sua creatura!
Hai aperto i tuoi spazi di mistero ad un uomo giusto, Giuseppe, che si è fatto abbraccio di Dio per te, sostegno silente e rugiada sui tuoi mattini. Nella vostra relazione si specchia ogni relazione, dono gratuito reciproco. Giuseppe si è sintonizzato sulle rotte altissime di Dio e si è fidato non di sé, né dei suoi interrogativi, né di ciò che la gente aveva riferito di te. È stato il primo a fidarsi e ad affidarsi a te, e ti è venuto incontro per abbracciare il mistero che risplendeva nella tua segreta bellezza di donna in attesa di Dio.

Giuseppe mille volte ti avrà stretta al suo cuore, come quando stringo a me la medaglia miracolosa che sigilla la nostra reciproca appartenenza, pur sentendo tutta la paura di prenderti con sé, di farti entrare nella sua intimità; ti ha donato ogni momento della sua vita, a te ha consacrato ogni istante nell'imprevedibile ed eccezionale missione di padre del suo Dio, in forza di quell'Amore che vi univa.

E dopo aver ascoltato: "Non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato il Lei viene dallo Spirito Santo" (Mt 1,20-21), ha lasciato saltare tutti i propri piani nel suo cuore giovane per lasciarsi amare da te, oltre il brivido di un salto in un abisso, oltre ogni paura, e si è lasciato cingere da te come in un caldo e rassicurante abbraccio di Dio!
Perché temere? Lasciamoci avvolgere dal calore di questo abbraccio come dal sole d'estate e lasciamo entrare Maria in ogni angolo della nostra intimità, riscaldando ogni relazione che viviamo, e potremo cogliere sul volto dell'altro una traccia, piccolissimi frammenti dell'amore donato, ricambiato come un sorriso.

 
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