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Un pennello nelle sue mani

Maria
 

"Immaginiamo di essere un pennello nelle mani di un pittore infinitamente perfetto che cosa deve fare perché il quadro riesca? Deve lasciarsi dirigere nel modo più perfetto. Con l'atto di consacrazione noi ci siamo offerti all'Immacolata in proprietà assoluta. Senza dubbio ella è lo strumento più perfetto nelle mani di Dio, mentre noi da parte nostra dobbiamo essere degli strumenti nelle sue mani immacolate"
(San Massimiliano Kolbe, SK 1160)

 

A volte nella nostra vita accadono cose incomprensibili, tinte oscure prevalgono sui colori della gioia: la malattia di una persona cara, un imprevisto che manda in fumo mesi di lavoro, il giudizio tagliente e sottile sulla nostra persona e sulle nostre scelte e il sapore amaro di un fallimento, rischiano di farci dimenticare tutto ciò che di bello e vero stiamo costruendo. In questi momenti la tela della nostra vita si dipinge di tratti scuri.

Come hai vissuto tu Maria questi momenti più oscuri? Come possiamo viverli in te? Dinanzi alla possibilità di un fallimento come hai reagito? Come ti sei rivolta a Dio?
Avvolta nel vestito tipico delle giovani donne del tuo tempo dopo l'annuncio, hai accettato di custodire in te la scelta di Dio e anche il rifiuto di chi ti amava e amavi profondamente. Di fronte al fallimento dei tuoi sogni, all'incognita sulla tua stessa vita - perché ad una donna "violata" la legge di Mosè riservava la morte per lapidazione -, hai scelto il rischio dell'amore, possibile solo a chi ha riposto tutta la sua fiducia in qualcun "Altro", sua Salvezza!

Dio che si fa spazio nel tuo grembo, ora segue te. Lo porti in ogni posto e lo senti prendere carne dalla tua, nella tua fragilità comincia la sua via di sofferenza e la tua con la Sua. Quel quadro che ha avuto origine all'annunciazione con la luminosa pennellata del desiderio di compiere la sua Volontà si è tinto di paziente attesa. Libera dalla schiavitù dell'opinione della gente, solo la fiducia nella sua promessa ti ha donato un aspetto di serenità e pace che ti ha permesso di attraversare il giudizio più affilato che ogni donna può affrontare, la solitudine incolmabile di chi rischia di essere abbandonato da chi ama, e ti ha proiettata fuori di te! "Io sono la serva del Signore!" hai ripetuto in ogni circostanza e non hai abbassato il prezzo della tua identità, non hai mai pensato a te.

Tra le donne di Israele Dio ha riposto il suo sguardo sulla tua finitezza e pur sperimentando la fatica, l'incertezza e la solitudine, il peso delle responsabilità, hai trovato dentro te la sorgente della pace vera, nella tua consapevolezza di essere uno strumento nelle mani di Dio la certezza che niente ti sarebbe stato impossibile! Hai atteso con silenziosa speranza la risposta di Dio nella tua storia e ti sei lasciata portare anche nei tratti più oscuri, fidandoti nell'assurdo!

Ho consacrato a te tutto me anche quei momenti e quei tratti che mi sembrano bui. Insegnami o Madre a lasciarmi condurre nelle tue mani per vivere ogni situazione a tinte colorate o oscure con la fiducia di chi sa che tutto concorre al bene e che anche il male può trasformarsi un'occasione di bene e di un amore più grande! Come te, non sono che un piccolissimo strumento e solo se credo in Chi conduce con amore la nostra vita, posso colorire nel mio piccolo quell'angolo buio di strada e realizzare opere grandiose, come i pennelli nelle mani di un artista di strada!

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