

"Appartenere all'Immacolata essere suo, servo, figlio, schiavo, cosa, proprietà, appartenere a lei sotto qualsiasi denominazione che l'amore verso di lei ha escogitato, o sarà in grado in qualunque tempo di escogitare, appartenere a lei sotto ogni aspetto per tutta la vita, per la morte e per l'eternità. Essere suoi senza alcuna restrizione, irrevocabilmente per sempre"
(San Massimiliano Kolbe, SK 1211)
Quale misterioso legame si crea tra madre e figlio! Neppure Dio ha voluto esimersi da questo mistero, ha voluto donarci una madre perché nessuno possa dire: "Io no! Io non appartengo a nessuno!". Stupefacente mistero: due vite si appartengono, sono eternamente legate dal sottile incanto della vita.
Una luce sottile illumina te, Maria: come una pregiata teca hai custodito in te un gioiello prezioso, e il calore del silenzio ha avvolto ogni vostro dialogo. Nel tempo hai visto allargarsi lo spazio della tua tenda per fare posto alla Vita, nel tuo al corpo di Cristo, nella tua persona la Sua. L'Eterno ti appartiene, è parte di te e tu di Lui; l'Infinito ha scelto di abitare in mezzo a te, di dipendere in maniera assoluta dal tuo essere donna, dal tuo pensiero, dai tuoi gusti, da ciò che ti sembra bello ascoltare, fare e donare a Dio fatto creatura in te, lì in attesa di accogliere tutto, nella scelta di appartenerti per quei nove mesi e per sempre.
Ma tu non sei stata solo allora Madre di Dio, continui ad essere sempre Madre di Cristo e in Lui di ogni uomo; per questo mistero ogni uomo - anche inconsapevole - è custodito da te, dal calore della tua protezione. Ogni uomo già ti appartiene!
Tu sei annuncio di speranza per ogni solitudine, madre tenerissima per ogni bimbo, per ogni persona che non potrà mai pensare di essere sola: "può, infatti, una madre dimenticare il suo figlio?". Io appartengo a te, ti sono caro, mi hai tenuto in considerazione con affetto nel tuo cuore da sempre; io ci sono per te in ogni momento che vivo, o Immacolata; come una madre mi ami!
Nella consacrazione al tuo cuore ti appartengo, sono tua proprietà, quale cosa per te preziosa, quale proprietà ereditata dall'amore senza limiti di Cristo. Si appartiene a chi ci ama: ai genitori, ad un amico, ai parenti, e anche a chi scelga di prendersi cura di noi, a chi sappia vederci con l'amore di una madre tenerissima.
So di appartenere a te indissolubilmente come cosa e proprietà tua, ma nella reciprocità di questo rapporto pian piano scopro che anche tu mi appartieni, sei mia, Immacolata, perché possa portarti con me in ogni cosa che faccio, in ogni ambiente che frequento, in ogni istante che io vivo in te e tu in me.
Non cesserò mai di appartenerti, Maria, così come tu a me, perché possa vivere in pienezza e portarti ad ogni uomo che ancora non ti conosce e non sa che il desiderio di non essere mai solo è complementare alla rassicurante bellezza di sapersi di qualcuno, di appartenere ad una persona che ci ama gratuitamente e semplicemente per quello che siamo